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Ricerca Italiana: il Museo delle Civiltà inaugura la Mostra sulle Collezioni di Paleontologia e Lito-mineralogia dell’Ispra

(14 Dicembre 2022)

Ricerca Italiana: il Museo delle Civiltà inaugura la Mostra sulle Collezioni di Paleontologia e Lito-mineralogia dell’Ispra

(30Science.com) – Roma, 14 dic. – Un patrimonio scientifico, storico e umano, costituito da circa 150.000 reperti fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, rilievi geologici, strumentazioni scientifiche, busti, ritratti, cimeli che costituiscono le Collezioni Paleontologiche, Lito-Mineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia. In sintesi, la base documentale della geologia del territorio italiano.

Sono le collezioni geologiche e Storiche dell’Ispra, per la prima volta aperte al pubblico dopo decenni di chiusura presso il Museo delle Civiltà nella Mostra Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le collezioni Ispra > Verso un Museo Multispecie. La mostra, inaugurata oggi, è il risultato di una collaborazione fra il Ministero della Cultura – Direzione Generale Musei, per il tramite del Museo delle Civiltà e ISPRA, che ha condotto alla realizzazione di questo nuovo percorso espositivo che costituisce il primo capitolo verso per la progressiva musealizzazione delle collezioni presso il Museo delle Civiltà.

Le collezioni paleontologiche sono composte da circa 100.000 reperti fossili animali e vegetali, reperti indispensabili per la ricostruzione della stratigrafia e dell’età delle formazioni geologiche, che rappresentano il proliferare della vita nei mari e sulla terraferma in un arco di tempo che va dal Paleozoico, circa 570 milioni di anni fa, ai nostri giorni.

Tra questi reperti di animali invertebrati e vertebrati, ordinati sistematicamente, troviamo rari esemplari appartenenti a diversi gruppi, come cefalopodi, bivalvi, artropodi, pesci e rettili. Tra questi, di grande importanza scientifica, i Fossili Tipo, che sono riferimento mondiale per l’attribuzione della specie. Inoltre circa 3.000 reperti appartenenti prevalentemente a mammiferi cenozoici di grande taglia dal Lazio, Toscana e Sicilia, contribuiscono alla ricostruzione degli ambienti continentali del periodo Quaternario.

Le collezioni vegetali comprendono circa 600 esemplari provenienti da diverse località italiane, fra cui la flora del Carbonifero della Toscana e della Sardegna e del Quaternario della campagna romana e la flora dei giacimenti paleozoici e triassici della Germania e Polonia, corredati dei cartellini storici originari.

Le collezioni lito-mineralogiche comprendono circa 55.000 reperti di rocce e minerali, acquisiti a partire dalla fine del XIX secolo per documentare la variabilità litologica italiana, ma anche l’entità delle risorse utili per lo sviluppo industriale. Circa 46.000 reperti di rocce e minerali provengono dalle attività di rilevamento geologico effettuate sul territorio italiano dal 1873 agli anni Settanta del XX secolo per la realizzazione della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000, di cui costituiscono l’indispensabile base documentaria. Di grande rilevanza le Collezioni dei Marmi antichi e moderni delle Collezioni Pescetto e De Santis.

Le collezioni storiche, infine, sono costituite da plastici geologici storici, cimeli, bronzi, da strumentazione e una galleria di busti e ritratti di studiosi e personaggi illustri che hanno avuto ruoli importanti nella creazione e nella crescita delle Collezioni e del Regio Ufficio. Di particolare rilevanza la Collezione di 17 plastici geologici, ricostruzioni tridimensionali di molte aree della penisola, di varia dimensione e scala metrica, realizzati con tecniche e materiali diversi (gesso, bronzo e rame) a partire dal 1876 fino alla I Guerra Mondiale.

L’ISPRA ha acquisito nel 2008 le Collezioni Paleontologiche, Litomineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia, e ha sempre lavorato e proseguito nell’azione di conservazione e valorizzazione dei diversi materiali attraverso un’ampia azione di recupero, catalogazione, digitalizzazione, divulgazione e valorizzazione, con l’obiettivo di rendere di nuovo fruibili al pubblico queste prestigiose collezioni. Il reperto, non più solo oggetto di esposizione fisica, diviene il perno attorno a cui ruotano le conoscenze sul territorio da cui proviene, sull’ambiente in cui si è formato, sull’uso e sul significato che ha assunto nel corso del tempo.(30Science.com)

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