Giorgio Sesti nuovo presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI)

10 Gen, 2022
News | Scienza

(30Science.com) – Roma, 10 gen. – Professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma e direttore della UOC di Medicina Interna dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ‘Sant’Andrea’ di Roma, il professor Sesti è anche presidente onorario della Società
Italiana di Diabetologia, della quale ha ricoperto la carica di Presidente nel biennio 2016-2018.

Autore di 335 pubblicazioni originali in extenso in lingua inglese, è inserito nella lista dei World’s top 2% Scientists (aggiornata al 2021)
secondo una ricerca bibliometrica della Stanford University (Usa). È stato insignito di numerosi riconoscimenti tra i quali il premio ‘Fabio Tronchetti’ Schering-SIE, massimo riconoscimento ai migliori studiosi under 40 per ricerche in endocrinologia conferito dalla Società Italiana di Endocrinologia, il premio con lettura Alcmeone-SID massimo riconoscimento ai migliori studiosi under 45 conferito dalla Società
Italiana di Diabetologia, il premio con lettura SID-Celso, massimo riconoscimento alla carriera conferito dalla Società Italiana di
Diabetologia e il premio ‘Fondazione Il Caduceo’ dell’Ordine dei farmacisti.

La Società Italiana di Medicina Interna è la più antica società scientifica italiana. Fondata nel 1887, è da allora impegnata a migliorare la salute degli italiani, promuovendo la ricerca clinica e l’aggiornamento continuo degli internisti. La sua mission è prevenire e ridurre il carico sulla salute pubblica delle malattie croniche di largo impatto (come quelle cardiovascolari, polmonari e il diabete tipo 2), per consentire alle
persone di vivere meglio e più a lungo. Conta tra i suoi iscritti oltre 4 mila soci, sia di estrazione universitaria, che ospedaliera ed ha un ricco
programma ad hoc rivolto agli specializzandi in medicina interna e ai giovani specialisti. Organo ufficiale della SIMI è la rivista scientifica internazionale Internal and emergency medicine, edita da Springer, con impact factor di 3,397.(30Science.com)

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