Un osso di cervo inciso 51mila anni fa prova l’arte dei Neanderthal

7 Lug, 2021
Valentina Di Paola
News | Scienza
(30science.com) – Roma, 7 lug. – È stato rinvenuto un osso di cervo megalocero scolpito dagli uomini di Neanderthal circa 51mila anni fa, il che rappresenta un’ulteriore testimonianza delle capacità simboliche di questa antica specie umana. Descritta sulla rivista Nature Ecology & Evolution, questa scoperta è il risultato di uno studio degli scienziati dello State Service for Cultural Heritage della Bassa Sassonia, che hanno analizzato l’osso rinvenuto all’ingresso della grotta di Einhornhöhle, in Germania.

Scansione microTC con marcatura delle tacche. Le sei tacche che creano il motivo angolare sono contrassegnate in rosso, le tacche di accompagnamento sono contrassegnate in blu.
Foto: Grafica: A. Tröller-Reimer / D. Pelle, © NLD

Il team, guidato da Dirk Leder e Thomas Terberger, ha eseguito delle indagini al microscopio e delle repliche sperimentali per comprendere le tecniche di incisione e datare il reperto. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, l’osso di cervo risale almeno a 51 mila anni fa ed è stato bollito prima dell’incisione per rendere la superficie più morbida. L’utilizzo di linee per il disegno è indicativa di immaginazione concettuale, spiegano gli esperti, e i megaloceri erano rari nella zona, il che supporta l’ipotesi che la raffigurazione avesse un significato simbolico.
In un News & Views di accompagnamento, Silvia Bello, del Natural History Museum di Londra, sottolinea che 50mila anni fa Neanderthal e umani moderni erano intrecciati da scambi genetici frequenti. “Non possiamo escludere uno scambio di conoscenze tra le popolazioni umane moderne e i Neanderthal – osserva Bello – che potrebbe aver influenzato la produzione del manufatto di Einhornhöhle. La capacità di apprendere, integrare l’innovazione nella propria cultura e adattarsi alle nuove tecnologie e concetti astratti dovrebbe comunque essere riconosciuta come un elemento di complessità comportamentale. Questo lavoro dimostra che alcuni atteggiamenti simbolici dei Neanderthal erano simili a quelli dell’Homo sapiens”. (30science.com)
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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