Transizione Ecologica: La complessa sfida degli e-waste

Alessandro Berlingeri
16 Lug, 2021
News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 16 lug. – È stato sviluppato un modello per comprendere le scelte che un riciclatore di e-waste, cioè di rifiuti elettronici, deve fare e il ruolo che la prevenzione delle frodi digitali potrebbe avere nell’evitare pratiche di riciclaggio disoneste. A sviluppare questo modello economico, pubblicato su ScienceDirect, sono stati i ricercatori dell’Hypothetical Materials Lab della scuola di ingegneria Swanson dell’Università di Pittsburgh.

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Credit: SergDE.

L’elettronica ha un enorme impatto ambientale durante il suo ciclo di vita, dall’estrazione di materie prime rare alla produzione ad alta intensità energetica, fino al complicato flusso dei rifiuti elettronici“, ha affermato Christopher Wilmer, membro della facoltà di William Kepler Whiteford e professore associato di chimica e ingegneria petrolifera, che guida l’Hypothetical Materials Lab. “Un modello di economia circolare è adatto a mitigare ciascuno di questi impatti, ma attualmente si stima che meno del 40% dei rifiuti elettronici venga riutilizzato o riciclato. Se la nostra tecnologia deve essere sostenibile, è importante comprendere gli impedimenti al riciclaggio dei rifiuti elettronici.

L’elettronica è parte integrante della società moderna, ma i rifiuti elettronici (e-waste) rappresentano una sfida complessa e crescente nel percorso verso un’economia circolare, un sistema economico più sostenibile che si concentra sul riciclaggio dei materiali e sulla riduzione al minimo dei rifiuti. Alla sfida globale dei rifiuti si aggiunge la prevalenza di pratiche di riciclaggio disoneste da parte di aziende, che affermano di riciclare l’elettronica, ma in realtà li smaltiscono con altri mezzi, come nelle discariche, o spediscono i rifiuti in altri paesi.

I ricercatori hanno sviluppato un modello che analizza la gestione disonesta dell’elettronica end-of-life e ciò che porta i riciclatori a perseguire attività fraudolente. In fine, lo studio suggerisce l’uso della blockchain come supervisione neutrale di terze parti per evitare pratiche di riciclaggio illegali.

Christopher Wilmer, che ha fondato Ledger, la prima rivista scientifica peer-reviewed dedicata a blockchain e criptovaluta, ha affermato che: “Fare affidamento su un record immutabile può essere una soluzione per prevenire le frodi e allineare i comportamenti tra i riciclatori verso un’economia circolare“. (30Science.com)

 

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