Spazio: NASA, il lander InSight determina lo spessore della crosta di Marte

Alessandro Berlingeri
22 Lug, 2021
News | spazio

(30Science.com) – Roma, 22 lug. – È stato determinato per la prima volta con precisione lo spessore della crosta di Marte attraverso l’analisi dei terremoti marziani registrati dalla missione InSight della NASA. Il risultato è stato ottenuto da una collaborazione internazionale tra l’Università di Colonia, in Germania, e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA e del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena e sarà pubblicato domani sulla rivista Science.

I due più grandi terremoti rilevati da InSight della NASA sembrano aver avuto origine in una regione di Marte chiamata Cerberus Fossae. Gli scienziati hanno precedentemente individuato qui segni di attività tettonica, comprese le frane. Questa immagine è stata scattata dalla fotocamera HiRISE del Mars Reconnaisance Orbiter della NASA. Credit: NASA/JPL-Caltech/Università dell’Arizona.

Il lander InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) è atterrato nella regione vulcanica di Elysium Planitia su Marte il 26 novembre 2018. Il suo lavoro è proprio studiare la struttura interna del pianeta rosso, esplorando la crosta marziana, il suo mantello ed il suo nucleo.

I dati della sismologia marziana hanno sostituito le precedenti stime relative allo spessore della crosta di Marte con una misurazione diretta di 20 o 39 chilometri nel sito di atterraggio di InSight, consentendo anche di stimare la densità della crosta.

Questo è il secondo selfie completo di InSight su Marte. Da quando ha scattato il suo primo selfie, il lander ha rimosso la sonda termica e il sismometro dal ponte, posizionandoli sulla superficie marziana; un sottile strato di polvere ora copre anche l’astronave. Questo selfie è un mosaico composto da 14 immagini scattate il 15 marzo e l’11 aprile – il 106° e 133° giorno marziano, o sol, della missione – dalla Instrument Deployment Camera di InSight, situata sul suo braccio robotico. Credit: NASA/JPL-Caltech.

Ciò che la sismologia può misurare sono principalmente le “differenze nella velocità di propagazione delle onde sismiche in diversi materiali”, ha affermato Knapmeyer-Endrun, autore principale dell’articolo. “Come accade nell’ottica, anche qui possiamo osservare fenomeni di riflessione e rifrazione. Per quanto riguarda la crosta, beneficiamo anche del fatto che crosta e mantello sono fatti di rocce diverse, con un forte salto di velocità di propagazione tra di loro.” Proprio sulla base di questi cambi di velocità, la struttura della crosta può essere determinata in modo molto preciso.

I dati mostrano che, nel sito di atterraggio di InSight, lo strato superiore ha uno spessore di circa 8 chilometri. Al di sotto di questo, segue un secondo strato di circa 20 chilometri. È possibile, tuttavia, che su Marte sia presente un terzo strato crostale, che renderebbe la crosta marziana, sotto il sito di atterraggio, di circa 39 chilometri di spessore.

Lo spessore crostale di Marte è particolarmente interessante perché la crosta si è costituita in una prima fase di formazione dai resti del mantello fuso. Pertanto, i dati sulla sua struttura attuale possono anche fornire informazioni su come si è evoluto il pianeta rosso. Inoltre, una comprensione più precisa dell’evoluzione di Marte aiuterebbe a decifrare come si sono svolti i primi processi di differenziazione nel Sistema Solare e perché Marte, la Terra e altri pianeti sono così diversi oggi. (30Science.com)

 

Rappresentazione artistica del lander InSight su Marte. Credit: NASA/JPL-Caltech.

X