In Mesopotamia lo standard dei pesi veniva diffuso dai mercanti

2 Lug, 2021
Valentina Di Paola
News | Scienza

(30Science.com) – Roma, 2 lug. – I mercanti della Mesopotamia avevano stabilito un sistema di pesi standard che si diffuse poi in tutta Europa, permettendo il commercio nel resto del continente. Pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, questa ipotesi è stata formulata dagli scienziati dell’Università Georg August di Gottinga, che hanno esaminato le pietre nelle collezioni museali legate al commercio.

Questi pesi a forma di rocchetto di Tirinto, nella Grecia dell’età del bronzo, pesavano all’incirca come i loro omologhi in altre parti d’Europa e del Medio Oriente. Credit: IALONGO ET AL . / Science.

Già cinquemila anni fa vennero inventati dei pesi standard da utilizzare per lo scambio delle merci, e si pensava che questi riferimenti venissero stabiliti dalle autorità religiose o politiche per riscuotere tasse o tributi. Il team, guidato da Lorenz Rahmstorf e Nicola Ialongo, ha scoperto che più di duemila oggetti realizzati nel corso di duemila anni in un’area di circa cinquemila chilometri, pesavano tra 8,0 e 10,5 grammi.

I sistemi di peso in Europa erano solo leggermente diversi da quelli utilizzati in Anatolia o in Mesopotamia – spiega Ialongo – le unità di peso sembrano regolate dal mercato. Sono stati i commercianti a stabilire le basi di un primordiale mercato integrato che spaziava dalla Gran Bretagna alla Babilonia”.

Il gruppo di ricerca ha poi scolpito 100 pesi nella pietra, modellando ogni peso rifacendosi a quelli già prodotti per valutare il massimo divario possibile tra due misure sulla base dell’errore umano. Stando ai risultati degli scienziati, una deviazione fino a 25 grammi poteva essere tranquillamente ammissibile. Se i pesi fossero stati copiati da un unico esempio centrale, le differenze sarebbero state molto più piccole, per cui è ragionevole ipotizzare che nell’antichità i pesi venissero misurati sulla base di altri standard.

Questa ricerca – afferma Christopher Pare dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza, non coinvolto nelle indagini – contribuisce a spiegare come le antiche società dell’età del bronzo commerciassero sulle lunghe distanze. È affascinante pensare che i sistemi commerciali complessi posassero sulle convenzioni del mercato piuttosto che di un’autorità centrale”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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