L’impatto climatico dei cinghiali supera quello di 1 milione di auto

Valentina Di Paola
19 Lug, 2021
News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 19 lug. – I cinghiali possono rilasciare circa 4,9 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno a livello globale, l’equivalente di quanto viene prodotto da 1,1 milioni di automobili. A calcolarlo gli scienziati dell’Università del Queensland e dell’Università di Canterbury, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sulla rivista Global Change Biology. Il team, guidato da Christopher O’Bryan dell’Università di Canterbury, ha utilizzato modelli predittivi della popolazione e tecniche di mappatura avanzate per valutare i danni climatici associati alla presenza dei cinghiali. Il gruppo di ricerca ha elaborato 10 mila mappe della potenziale densità globale di suini selvatici, valutando i relativi danni provocati dalla specie e le conseguenti emissioni di carbonio.

“I nostri modelli mostrano una vasta gamma di risultati, ma indicano che i maiali selvatici stanno probabilmente sradicando un’area di circa 36.000-124.000 chilometri quadrati, in ambienti in cui non sono nativi”, ha affermato il dott. O’Bryan.
CREDITO Università del Queensland

La continua espansione della popolazione di questi animali – afferma l’autore – potrebbe rappresentare una minaccia per il clima. I maiali selvatici possono essere paragonati a trattori che arano i campi, rivoltando il terreno alla ricerca di cibo”. Il suolo, spiegano gli esperti, contiene circa il triplo del carbonio presente in atmosfera, per cui anche una piccola frazione può accelerare il cambiamento climatico. “I nostri modelli – riporta il ricercatore – mostrano che i maiali selvatici stanno sradicando un’enorme quantità di terra, minacciando anche la biodiversità e la sicurezza alimentare, due elementi cruciali per lo sviluppo sostenibile”.

Speriamo che questo lavoro possa contribuire a far sì che vengano adottate misure mirate per mitigare il cambiamento climatico – sostiene Nicholas Patton, dottorando presso l’Università di Canterbury – le specie invasive sono un problema causato dall’uomo, dobbiamo riconoscere e assumerci le responsabilità delle conseguenze ambientali ed ecologiche”. Il controllo dei suini selvatici, sottolineano gli esperti, richiederà cooperazione e collaborazione. “Abbiamo molto lavoro da fare – concludono gli scienziati – ma nel frattempo dobbiamo continuare a proteggere e monitorare gli ecosistemi suscettibili alla presenza di specie invasive”. (30Science.com)

X