Covid: i danni sulla salute del lockdown sono inferiori rispetto al virus

Paola Perrotta
26 Lug, 2021
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 26 lug. – Le scelte governative di chiusura per contrastare la pandemia hanno indubbiamente causato danni collaterali alla salute dei cittadini, ma inferiori rispetto alla diffusione del virus Sars Cov2, almeno nel breve periodo. È la conclusione cui giunge un gruppo di ricercatori internazionale in una recensione pubblicata sulla rivista online BMJ Global Health.
Durante la pandemia di Covid-19, si è acceso un dibattito relativo a se i benefici delle misure governative, dalle restrizioni in casa alla limitazione dei movimenti, fossero superati dagli impatti negativi sull’economia, sull’istruzione e sulla salute mentale e fisica dei cittadini. In poche parole, se “la cura fosse peggio della malattia“.

In questa revisione, i ricercatori esaminano l’impatto dei blocchi sulla mortalità, sulle visite mediche di routine, sui programmi sanitari e sui tassi di suicidio e salute mentale per cercare di determinare quali siano le conseguenze negative sulla salute peggiori: gli interventi del governo o la letalità e del SARS-CoV-2.
Se guardiamo alle statistiche sulla mortalità nel mondo, le misure di lockdown sembrano aver funzionato. Infatti, paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda hanno evitato grandi epidemie di Covid-19. Al contrario, luoghi con poche restrizioni come Brasile, Svezia, Russia e, alcune zone degli Stati Uniti, hanno avuto un gran numero di decessi durante la pandemia, dicono gli autori.

Gli interventi governativi sono responsabili della riduzione di accesso e ai servizi sanitari non Covid, e questo causerà danni alla salute a lungo termine, secondo lo studio. Ma se c’è indubbiamente stata una riduzione di visite mediche “è difficile intercettare se il fenomeno è causato solo dalle restrizioni governative o dall’epidemia stessa“, affermano gli autori che suggeriscono inoltre, che “l’associazione potrebbe essere correlata alla scarsità di risorse dei servizi sanitari durante la pandemia, alla ridistribuzione del personale sanitario e delle strutture per la gestione dei pazienti Covid-19 o ai pazienti stessi che si sono tenuti alla larga dagli ospedali perché temevano di essere infettati da SARS-CoV2. Ad esempio, i dati provenienti da Inghilterra e Australia mostrano che l’attività del dipartimento di emergenza è stata chiusa settimane prima dell’attuazione degli ordini di chiusura ed è rimasta chiusa ben dopo che sono stati revocati.”

Inoltre, esistono solide prove che gli interventi del governo anti Covid non sono stati associati ad un aumento dei suicidi, ma ci sono prove altrettanto numerose prove che la salute mentale sia peggiorata, in media, dall’inizio della pandemia e ancora una volta è “estremamente difficile accertare se questi cali siano stati causati da interventi del governo o causati della pandemia stessa”, affermano gli autori.
L’assenza prolungata da scuola influisce chiaramente sulla salute mentale dei bambini, ma anche la perdita di una persona cara a causa del Covid-19; si stima che negli Stati Uniti 43.000 bambini abbiano perso un genitore a causa del COVID-19 e 2 milioni abbiano perso almeno un nonno.

I programmi sanitari globali nei paesi a basso e medio reddito sono stati gravemente colpiti dalla pandemia: l’80% dei programmi per l’HIV e il 75% dei programmi per la tubercolosi hanno segnalato interruzioni dei loro servizi e, a maggio 2020, le campagne di vaccinazione infantile erano state interrotte in 68 paesi. Ancora una volta, queste interruzioni sono state causate da molteplici e complesse conseguenze dirette e indirette del COVID-19, non solo dagli ordini di soggiorno a casa, affermano gli autori.

Le rigorose misure di controllo volte a ridurre la mortalità e la morbilità delle malattie saranno accompagnate da conseguenze negative in molti settori dell’economia, concludono gli autori. “Questi danni sono reali, complessi e potenzialmente a lungo termine, e sono quindi un fattore importante da considerare per i responsabili politici nella scelta delle misure future da intraprendere“.
In conclusione, i ricercatori sottolineano che “le misure restrittive sono indubbiamente associate a danni alla salute, ma “è improbabile che gli interventi del governo siano stati peggiori della pandemia stessa nella maggior parte delle situazioni“. (30Science.com).

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