Covid: Di Angelantonio, la pandemia dimostra l’importanza dei dati su larga scala

Valentina Di Paola
12 Lug, 2021
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 12 lug. – “La possibilità di studiare e analizzare grandi volumi di dati sanitari è essenziale per definire misure corrette e attuare policy, strategie e piani di ricerca in ambito medico. La pandemia ha fornito l’ennesima dimostrazione dell’importanza di questo aspetto”. A spiegarlo all’AGI è il professor Emanuele Di Angelantonio, docente presso l’Università di Cambridge e neodirettore del Centre for Health Data Science, di Human Technopole, l’istituto per le scienze della vita con sede a Milano.

L’idea di base che muoverà la mia guida del Centro – aggiunge – sarà proprio quella di realizzare una scienza dei dati, in modo da aiutare la pratica clinica, con lo scopo finale di migliorare la vita e la salute delle persone. L’istituto si propone infatti di comprendere al meglio le malattie, così da poter sviluppare strumenti diagnostici per la previsione, prevenzione e trattamento con terapie mirate di determinate patologie. Tutto questo è possibile solo grazie all’analisi di grandi set di dati, collezionati in maniera routinaria durante diverse pratiche cliniche”. Lo scienziato precisa che le informazioni raccolte e analizzate potrebbero aiutare la ricerca a capire determinanti fattori primari legati alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura di varie condizioni cliniche.

Commentando la diffusione di Covid-19, il docente sottolinea poi la complessità del quadro, ma anche i segnali positivi che caratterizzano l’andamento della pandemia. “La mia formazione si basa su malattie croniche, non sono un esperto di malattie infettive, ci tengo pertanto a precisare che le mie opinioni derivano dall’esperienza acquisita ‘sul campo’ in questi ultimi mesi – sostiene Di Angelantonio – la situazione è piuttosto complessa, la variante Delta preoccupa per la sua maggiore infettività, per cui è davvero difficile prevedere cosa succederà, ma le evidenze sembrano suggerire che la vaccinazione stia contrastando efficacemente il virus”. “Credo che la linea adottata dal Governo sia corretta, le graduali riaperture e le continue spinte sulle campagne di vaccinazione rappresentano un’ottima strategia in questo scenario instabile – commenta – l’evoluzione della pandemia dipenderà dal modo in cui riusciremo a immunizzare la popolazione mondiale. Non sappiamo ancora se e quando emergeranno nuove varianti potenzialmente in grado di resistere alla reazione immunitaria suscitata dalle vaccinazioni. Per questo è fondamentale, in questa fase, cercare di frenare il più possibile la diffusione del contagio e ridurre il rischio che si generino mutazioni potenzialmente pericolose”.

I vaccini, ribadisce l’esperto, rappresentano infatti uno dei metodi più efficaci per contrastare la pandemia. “Covid-19 – conclude – ci ha insegnato che l’utilizzo di dati sanitari su larga scala è fondamentale per adottare misure di reazione efficaci a minacce sanitarie. Lo sviluppo dei vaccini rappresenta secondo me l’ennesima dimostrazione del modo in cui la scienza può migliorare drasticamente la qualità della vita e la salute delle persone”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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