Un potenziale trattamento per il glioblastoma

Valentina Di Paola
18 Giu, 2021
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 18 giu. – Ingegnerizzare le cellule immunitarie Natural Killer, o NK, potrebbe potenziare la loro attività antitumorale ed eliminare le cellule staminali del glioblastoma, o GSC, il tumore cerebrale più comune negli adulti, lo stesso che ha determinato la morte della popolare conduttrice italiana, Nadia Toffa.  A scoprirlo uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, condotto dagli scienziati dell’Anderson Cancer Center presso l’Università del Texas e della Northwestern University Feinberg School of Medicine che hanno analizzato il funzionamento delle cellule NK.

Queste unità, spiegano gli scienziati, possono contrastare naturalmente le cellule del glioblastoma, ma la produzione della proteina di segnalazione TFG-β può inibire tale azione antitumorale. Ingegnerizzando le cellule NK, però, è possibile renderle resistenti all’attività bloccante della proteina. Gli autori sostengono che questa scoperta potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti antitumorali efficaci.

Finora – afferma Katy Rezvani, dell’Università del Texasl’utilizzo dell’immunoterapia per migliorare i trattamenti destinati ai pazienti con glioblastoma ha avuto un successo limitato. La nostra tecnica di ingegneria genetica sulle cellule NK potrebbe invece rivelarsi efficace, anche se ci sono ancora numerosi step da superare. Speriamo che strategie simili possano essere applicate anche ad altri tipi di tumore solido”. Studi precedenti hanno dimostrato che le cellule NK di donatori sani sono in grado di eliminare le GSC derivate dall’organismo di un paziente oncologico.

Il gruppo di ricerca ha esaminato campioni di glioblastoma rimossi durante interventi chirurgici. Gli esperti hanno qualificato e classificato l’attività delle cellule NK e scoperto che la produzione della proteina TFG-β poteva inibire questa azione. I ricercatori hanno quindi utilizzando un modello in vivo di glioblastoma derivato da un paziente e ingegnerizzato le cellule NK per valutare la possibilità di ripristinare la loro naturale azione antitumorale. “I nostri risultati supportano la combinazione dell’immunoterapia basata sulle cellule NK – conclude Rezvani – con l’interruzione della segnalazione del TGF-β per superare le difese immunitarie delle GSC nel cervello. Stiamo lavorando per avviare una sperimentazione clinica che possa esplorare questo approccio sperimentale come potenziale trattamento per il glioblastoma”.(30Science.com)

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