Tumori: oltre un milione di casi in Europa non diagnosticati

10 Giu, 2021
News | Salute

Tumori: oltre un milione di casi in Europa non diagnosticati
(30Science.com) – Roma, 10 giugno – Un milione di casi di cancro potenzialmente non diagnosticati, 100 milioni di test di screening non eseguiti, 1 persona su 2 con potenziali sintomi di cancro non inviata alla diagnosi, 1 malato di cancro su 5 ancora senza il trattamento chirurgico o chemioterapico necessario: questi i numeri dell’impatto del Covid-19 sul cancro in Europa, secondo lo studio appena pubblicato dalla European Cancer Organisation (ECO).
Sulla base di questi dati ECO lancia in questi giorni Time to Act, una campagna europea per sollecitare l’opinione pubblica, i pazienti oncologici e gli operatori sanitari a impegnarsi, ognuno nel suo ambito, per garantire che il Covid non continui a minare la lotta contro il cancro. L’Istituto Europeo di Oncologia partecipa attivamente all’iniziativa.
“Re-immaginare i servizi oncologici, ricostruirli meglio ed in maniera più intelligente è uno dei 7 punti del piano d’azione di Time to Act su cui IEO si è particolarmente concentrato – dichiara Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO- L ’esempio tipico è il potenziamento delle televisite, ove possibile, o la ristrutturazione degli spazi interni ed esterni dell’ospedale, che ha ampliato le aree di attesa a disposizione di pazienti e accompagnatori , raddoppiando gli spazi per garantire il distanziamento sociale. O ancora la gestione accurata e puntuale delle vaccinazioni sia al personale IEO che ai pazienti, un’attività fondamentale e destinata a protrarsi nel tempo. E soprattutto l’aggiornamento costante delle tecnologie per ottenere la massima rapidità e precisione sia nella diagnosi che nelle terapie. Lo sviluppo in quest’area è stato ed è trasversale a tutte le aree: dalla diagnostica, potenziata con nuove TAC e TAC-PET, ad una nuova Anatomia Patologica, alla Ricerca, dove sono state create nuove infrastrutture riconvertendo alcuni laboratori agli studi Covid, fino alla terapia, che presto si avvarrà di un vaccino terapeutico contro i linfomi follicolari, delle terapie cellulari con CAR-T e, entro due anni, dei protoni”.(30Science.com)

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