Effetto Samantha: boom di candidate donne per le selezioni Esa

24 Giu, 2021
Valentina Di Paola
spazio

(30Science.com) – Roma, 24 giu. – “Abbiamo ricevuto un’adesione davvero incoraggiante. Le candidature in termini assoluti sono state 22.589, ma l’aspetto più positivo è che, rispetto alla scorsa campagna di selezione del 2008, le candidature femminili sono state quattro volte più numerose”. A riportarlo durante la conferenza stampa virtuale organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, direttore dei Programmi di Osservazione della Terra presso l’ESA.

Aperta lo scorso 31 marzo, la possibilità di presentare la propria candidatura si è chiusa venerdì 18 giugno, dopo una proroga di tre settimane. Commentando le cifre dei potenziali candidati, David Huw Parker, direttore del Dipartimento dell’Esplorazione umana e robotica, precisa che il programma di selezione include anche il Parastronaut Feasibility Project, per il quale sono state ricevute 257 candidature da parte di persone con disabilità. “Credo sia importante aggiungere che il personale con disabilità svolgerà mansioni importanti – sottolinea Parker – la scienza è per tutti e il nostro programma ha lo scopo di dimostrare proprio questo. Non sapevamo cosa aspettarci, perché è stata una prima volta, ma siamo davvero contenti che ci sia stata una partecipazione così numerosa ed entusiasta”.

Sul sito ufficiale dell’agenzia sono disponibili i grafici relativi all’adesione al programma, distinti per genere e paese di provenienza. Dalle tabelle si evince la significativa differenza in termini numerici rispetto a quanto avvenuto nel 2008. Le candidature femminili sono state 5.419, contro le 1.287 della scorsa selezione. Forse l’incremento è frutto anche della popolatrità internazionale dell’astronauta italiana, Samantha Cristoforetti. Tutti i paesi membri dell’ESA hanno partecipato, e sono state ricevute anche 367 candidature da altre parti del mondo. “Ora avrà inizio il processo di selezione – spiega Antonella Costa, del Dipartimento Risorse Umane ESAche si articolerà in altre cinque fasi. Dopo la scrematura iniziale, i candidati accederanno ai test psicologi, poi ai colloqui e a ulteriori valutazioni psicologiche. Seguiranno gli esami medici e infine il colloquio di lavoro vero e proprio. Ci aspettiamo di concludere il tutto entro l’ottobre del 2022”.

Ci tengo a precisare che nei prossimi cinque anni emergeranno nuove opportunità per lavorare in ESA, non solo nello spazio – dichiara Aschbacher – sappiamo che lo spazio esercita una fascinazione particolare sull’umanità e rappresenta uno degli ambiti più emozionanti dal punto di vista lavorativo. Prevediamo la possibilità di circa 500 nuove occupazioni nei prossimi anni. Credo sia importante pensare che diventare astronauta, per quanto affascinante ed eccitante, non rappresenta l’unico modo per lavorare a contatto con lo spazio”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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