E’ colpa della polvere se Betelgeuse si è affievolita

17 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | spazio

 

(30Science.com) – Roma, 17 giu. – La gigante rossa Betelgeuse potrebbe aver perso parte della sua luminosità a causa della formazione di un gruppo di polvere nel suo emisfero sud.

Pubblicata sulla rivista Nature, questa ipotesi è stata formulata dagli scienziati dell’Università la Sorbona di Parigi, e del Centre national de la recherche scientifique, che hanno analizzato i dati relativi alla stella Betelgeuse.

Tra novembre 2019 e marzo 2020, infatti, è stato osservato un oscuramento della luminosità visibile di Betelgeuse, la seconda gigante rossa più vicina alla Terra, e alcuni avevano ipotizzato che questo fenomeno rappresentasse un segno della sua imminente esplosione.

Il team, guidato da Miguel Montargès dell’Università la Sorbona di Parigi, sostiene invece che potrebbe essersi formato un accumulo di polvere. Il gruppo di ricerca ha esaminato le osservazioni ad alta risoluzione angolare dal Very Large Telescope, situato in Cile, attraverso un periodo di monitoraggio di tre mesi. Gli esperti hanno scoperto che l’emisfero meridionale di Betelgeuse era dieci volte meno luminoso del solito durante l’oscuramento, e che si è verificato un calo della temperatura locale in una regione fredda sulla superficie visibile della stella.

Gli autori concludono che questo fenomeno potrebbe essere dovuto a un evento di perdita di massa distinto e non uniforme. Questo studio, spiegano gli scienziati, fornisce una nuova comprensione dei processi alla base dell’oscuramento della supergigante rossa, ma anche della struttura e dell’evoluzione delle stelle in generale. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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