Scienza: studio, confermato il fenomeno che dà vita all’aurora boreale

7 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News

(30Science.com) – Roma, 7 giu. –  Le aurore boreali, gli spettacoli naturali che affascinano il genere umano da secoli, vengono prodotte da potenti onde elettromagnetiche durante le tempeste geomagnetiche. Lo conferma uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell’Università dell’Iowa, che hanno analizzato i fenomeni noti come onde di Alfven. Durante questi eventi, spiegano gli autori, gli elettroni raggiungono la Terra e le particelle risultanti producono la peculiare danza di colori che rende le aurore boreali tanto caratteristiche e singolari. Il team ha dimostrato sperimentalmente i meccanismi fisici dell’accelerazione degli elettroni da parte delle onde di Alfven in condizioni corrispondenti alla magnetosfera aurorale terrestre. “Gli elettroni subiscono un effetto noto come ‘accelerazione risonante’ – spiega Greg Howes, docente di Fisica e Astronomia presso l’Università di Iowa e coautore dell’articolo – il loro movimento è paragonabile a quello di un surfista che si muove assieme all’onda che cavalca”. Nonostante la teoria fosse stata formulata da tempo, non erano mai stati condotti test definitivi per dimostrare il legame tra le onde di Alfven e l’effetto ottico delle aurore. I fisici hanno eseguito una serie di esperimenti presso il Large Plasma Device (LPD) nella Basic Plasma Science Facility dell’Università della California a Los Angeles. “L’idea che le onde di Alfven energizzassero gli elettroni risale a più di quattro decenni fa – osserva Craig Kletzing, collega e coautore di Howes – ma è la prima volta che siamo stati in grado di confermare questa teoria. I nostri test ci hanno permesso di effettuare le misurazioni chiave per spiegare il fenomeno delle aurore boreali”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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