Scienza: Spazio, Problemi per l’hardware degli anni ’80 del telescopio spaziale Hubble

27 Giu, 2021
Alessandro Berlingeri
News | spazio

(30Science.com) – Roma, 27 giu. – Test in corso per identificare e risolvere il guasto sorto il 13 giugno al computer del carico utile sul telescopio spaziale Hubble della NASA. Il team operativo sta esaminando se l’hardware dell’interfaccia standard (STINT), che collega le comunicazioni tra il Central Processing Module (CPM) del computer e altri componenti, o il CPM stesso è responsabile del problema.

Sono stati progettati dei test che verranno eseguiti nei prossimi giorni per tentare di isolare ulteriormente il guasto e identificare una potenziale soluzione. Se il problema con il computer del carico utile (payload) principale non potrà essere risolto, il team operativo sarà pronto a passare all’hardware STINT e CPM a bordo del computer del carico utile di backup.

Il telescopio spaziale Hubble si erge nella stiva dello Space Shuttle Atlantis dopo la sua cattura e il blocco nell’orbita terrestre durante la missione STS-125. Credit: NASA.

Sono stati condotti test a terra e revisioni delle procedure operative per verificare tutti i comandi necessari per eseguire un eventuale avvio sul veicolo spaziale del computer di backup, che non è stato mai acceso dalla sua installazione nel 2009; tuttavia, è stato accuratamente testato a terra prima dell’installazione sul telescopio spaziale.

Il computer del payload è un sistema NASA Standard Spacecraft Computer-1 (NSSC-1) costruito negli anni ’80 che si trova sull’unità Science Instrument Command and Data Handling (SI C&DH). Dopo 18 anni in orbita, l’originale SI C&DH ha subito un guasto nel 2008, che ha ritardato la missione di manutenzione finale su Hubble mentre veniva preparato un sostituto per il volo. Nel maggio 2009, è partita la missione STS-125 dello Space Shuttle Atlantis e gli astronauti dell’equipaggio hanno installato l’unità esistente.
Lanciato nel 1990, con oltre 30 anni di attività, il telescopio spaziale Hubble ha effettuato osservazioni che hanno catturato l’immaginazione di tutto il mondo e approfondito la nostra conoscenza del cosmo. (30science.com)

 

Adoravo parlare di Fantascienza con mia madre prima di dormire e tirar fuori strane teorie anziché ascoltare le favole della buonanotte. La conseguenza? Una laurea in Fisica all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con una tesi sui “Metodi per la Ricerca di Pianeti Extrasolari”. Mi dedico dal 2008 alla Divulgazione Scientifica ovunque sia possibile, nelle scuole, in grandi eventi pubblici, in musei, in grandi strutture scientifiche di Roma, radio, televisione, internet.. ovunque! Ho affiancato il tutto alle mie passioni di tutta una vita: il nuoto, la musica, il cinema ed ogni sfaccettatura nerd che si possa immaginare.
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