Scienza: sono nati i primi cuccioli di topo ‘spaziali’

16 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Scienza

Credit: Sayaka Wakayama, Università di Yamanashi

(30Science.com) – Roma, 16 giu. – Sono 168 i topolini nati grazie al liquido seminale conservato per sei anni nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo il risultato dell’esperimento, descritto sulla rivista Science Advances, condotto dagli scienziati dell’Università di Yamanashi, dell’Istituto nazionale di scienze radiologiche e del Japan Manned Space Systems Corporation, che hanno raccolto e trattato dei campioni di liquido seminale di topo, utilizzandolo per la fecondazione dopo che era stato sei anni a bordo della ISS.

Scopo dello studio, quello di valutare l’effetto delle radiazioni sui cuccioli generati da spermatozoi ‘spaziali’. I 168 cuccioli sono nati senza difetti genetici e anche la generazione successiva sembrava sana e normotipa, priva di malformazioni genetiche. Il gruppo di ricerca, guidato da Teruhiko Wakayama dell’Università di Yamanashi, ha inviato liquido seminale liofilizzato sulla stazione orbitante, in piccoli contenitori delle dimensioni di una matita. Una volta tornato sulla Terra, il liquido seminale è stato utilizzato per generare la prima popolazione di topolini nati da cellule che avevano trascorso quasi sei anni di esposizione alle radiazioni cosmiche.

Le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno sviluppando tecnologie che potrebbero proteggere gli astronauti dagli effetti a lungo termine delle radiazioni che potrebbero causare mutazioni nel DNA, per cui è importante conoscere le possibili conseguenze derivanti dall’esposizione alle radiazioni cosmiche. Il processo di liofilizzazione del liquido seminale, sostengono gli autori, potrebbe aver amplificato la tolleranza alle radiazioni cosmiche per via dell’assenza di acqua. Secondo gli scienziati, gli spermatozoi trattati in questo modo potrebbero essere conservati fino a 200 anni a bordo della ISS, ma precisano che saranno necessari ulteriori indagini per stabilire gli effetti delle radiazioni sugli ovuli femminili e il liquido seminale umano prima di eseguire esperimenti su embrioni fecondati. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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