Scienza: scoperte nuove cellule gliali nel cervello

15 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 15 giu. – Sono stati identificati due nuovi tipi di cellule gliali, che potrebbero svolgere un ruolo importante nella plasticità e nella riparazione del cervello. Pubblicato sulla rivista Science, questo risultato è stato raggiunto dagli scienziati dell’Università di Basilea, che hanno esaminato diversi campioni di cellule staminali adulte. Il cervello, spiegano gli autori, è malleabile fino all’età adulta e la plasticità cerebrale è dovuta in parte alla formazione di nuove connessioni nervose e in parte all’attività delle cellule staminali che generano anche nuove cellule nervose. L’importanza delle cellule gliali è stata sottovalutata per decenni, ribadiscono gli esperti. Il team, guidato da Fiona Doetsch dell’Università di Basilea, ha studiato le cellule staminali nella zona ventricolare-subventricolare nel cervello di topo adulto. In questa regione molte cellule si trovano in uno stato di quiescenza. “Abbiamo trovato un interruttore di attivazione per le cellule staminali quiescenti – spiega l’autrice – si tratta di un recettore che mantiene le cellule staminali nel loro stato di riposo. Siamo stati in grado di attivare queste unità biologiche e di studiare i meccanismi che portano alla specializzazione delle cellule”. I ricercatori hanno quindi descritto due nuove tipologie di cellule gliali, una delle quali è stata rilevata nella parete del ventricolo cerebrale, piuttosto che nel tessuto cerebrale. Gli scienziati suggeriscono che queste cellule potrebbero rappresentare un potenziale bersaglio per la terapia di malattie neurodegenerative, come la sclerosi multipla. Gli esperti concludono che il prossimo obiettivo sarà l’analisi di queste cellule gliali e il loro ruolo nella normale funzione cerebrale, in modo da identificare i meccanismi legati alla riparazione del tessuto neurale. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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