Scienza: a Göbekli Tepe si macinavano cereali molto prima di quanto si pensasse

25 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Scienza

(30Science.com) – Roma, 24 giu. – Nella città di Göbekli Tepe, in Turchia, una tra le più antiche al mondo, gli antichi esseri umani potrebbero aver consumato cereali già 11.600 anni fa, molto prima del momento riconosciuto come l’inizio delle pratiche agricole. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati dell’Istituto archeologico tedesco di Berlino.

Il team, guidato da Laura Dietrich, ha scoperto delle macine per il grano, risalenti a un periodo antecedente allo sviluppo dell’agricoltura, avvenuto durante la rivoluzione del Neolitico. “In nessun altro insediamento nel Vicino Oriente si documenta una presenza tanto numerosa di macine – afferma Dietrich – nemmeno nel tardo Neolitico, quando l’agricoltura era già ben consolidata”.

Utilizzando campioni di cibo carbonizzato o fossilizzato, gli esperti hanno dedotto che il grano e i cereali erano largamente utilizzati dagli abitanti del sito. Sembra tuttavia che la popolazione di Göbekli Tepe si affidasse a una varietà selvatica di grano, per cui gli autori ipotizzano che la domesticazione non fosse stata ancora implementata. In Turchia, però, svelano gli scienziati, i cereali venivano utilizzati come porridge o per la fermentazione della birra. Gli esperti hanno anche effettuato il processo con una riproduzione degli strumenti in uso all’epoca e ottenuto i prodotti finali. Gli studiosi hanno quindi validando la teoria non solo sugli effetti provocati sulla macina, ma anche dal punto di vista del gusto.

La birra risultava un po’ amara – commenta Dietrich – ma bevibile. È stato un esperimento davvero interessante”. Göbekli Tepe non è l’unica meta oggetto di ricerche sulla consumazione precoce di cereali. Ci sono anche diverse prove genetiche a supporto dell’ipotesi che l’essere umano mangiasse pane, pasta e carboidrati molto prima di quanto si pensasse in precedenza. Secondo un lavoro citato dalla rivista Nature, il team guidato da Amaia Arranz-Otaegui, dell’Università di Copenaghen, ha scoperto che il pane potrebbe risalire 5.000 anni prima di quanto ritenuto attualmente. La sua squadra di ricerca ha analizzato dei frammenti carbonizzati risalenti a 14.500, rinvenuti in Giordania, rivelando che si trattava di pezzetti di pane bruciato. Le recenti scoperte in ambito di alimentazione nel Neolitico stanno modificando il paradigma di quanto universalmente riconosciuto fino a poco fa. Gli scienziati concludono che sarà necessario proseguire le ricerche per approfondire la conoscenza sulle abitudini alimentari delle popolazioni antiche. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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