Vaccini: AADvac1 promettente in un sottogruppo di partecipanti con Alzheimer lieve

15 Giu, 2021
Valentina Di Paola
Salute

(30Science.com) – Roma, 14 giu. – Si chiama AADvac1, è un vaccino peptidico sviluppato dalla società biotecnologica Axon Neuroscience, e potrebbe essere in grado di suscitare una risposta immunitaria efficace in alcuni pazienti con malattia di Alzheimer lieve (AD). A darne annuncio gli scienziati della Axon Neuroscience, che hanno condotto uno studio clinico di fase II, i cui risultati sono riportati sulla rivista Nature Aging. Sebbene il farmaco non abbia avuto un impatto rilevabile sul declino cognitivo dell’intero campione di studio, gli autori sottolineano che potrebbero esistere dei benefici, e le prossime indagini dovrebbero approfondire tali aspetti. I ricercatori spiegano che in alcuni pazienti con AD si registrano livelli elevati di proteina tau, una sostanza nell’organo cerebrale probabilmente associata al declino dei neuroni. Il team, guidato da Petr Novak dell’Università tecnica di Braunschweig in Germania e ricercatore presso la Axon Neuroscience, ha coinvolto 196 partecipanti con AD in forma lieve ed età media di 71,4 anni. Alla metà dei volontari è stato somministrato il AADvac1, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto un placebo. Secondo i dati della squadra di ricerca, il profilo di sicurezza e tollerabilità del vaccino risulta molto promettente e nei soggetti vaccinati sono stati riscontrati livelli elevati di anticorpi contro il peptide tau. AADvac1, tuttavia, non ha mostrato effetti statisticamente significativi legati alla cognizione nell’intero campione di studio. Le indagini mostrano che il vaccino ha rallentato l’accumulo della proteina marker di neurodegenerazione. Gli esperti ipotizzano che il basso numero di pazienti con patologia AD caratterizzata dalla proteina tau potrebbe aver influenzato il livello di efficacia riscontrato dall’indagine. Gli autori concludono che saranno necessari studi più ampi e stratificati per valutare appieno l’efficacia clinica di AADvac nei pazienti con malattia di Alzheimer. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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