Nuovo farmaco antivirale salva-vita per i pazienti ospedalizzati

19 Giu, 2021
Paola Perrotta
News | Salute

(30Science.com). – 19 giu. – I pazienti gravemente malati di Covid-19 hanno una nuova ancora di salvezza: un farmaco antivirale, una combinazione di due anticorpi sviluppata da Regeneron, ha dato promettenti risultati nei pazienti ricoverati gravemente in ospedale. Lo affermano i ricercatori dell’Università di Oxford. Somministrato a persone con Covid-19 gravi che non avevano sviluppato una risposta anticorpale naturale, il farmaco ha ridotto il rischio di morte. Inoltre, sia l’eventualità di utilizzo del ventilare che la durata della degenza risultano diminuite.

I risultati arrivano dallo studio Recovery, condotto in Gran Bretagna tra il 18 settembre 2020 e il 22 maggio 2021, nel quale 9785 pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19 hanno ricevuto le cure standard più il trattamento combinato con anticorpi. Di questi, circa un terzo non aveva una risposta anticorpale naturale, e la metà era sieropositiva, cioè che aveva già sviluppato anticorpi naturali contro il virus.

Per un sesto dei soggetti coinvolti nello studio, lo stato anticorpale era sconosciuto. Tra i pazienti che hanno ricevuto solo le cure convenzionali, la mortalità entro 28 giorni dall’inizio dello studio è stata del 30% in quelli senza risposta anticorpale, rispetto al 15% di quelli sieropositivi. Per i pazienti che non hanno avuto risposta anticorpale, il trattamento ha ridotto di un quinto la possibilità di decesso entro 28 giorni, rispetto alla sola cura abituale. In sintesi, per ogni 100 pazienti trattati con la combinazione di anticorpi, ci sarebbero sei morti in meno, sostengono i ricercatori. (30Science.com).

Le forme arrotondate, il percorso lineare o curvo di una l o di r mi affascinavano, fin da bambina. Nei ricordi d’infanzia, le osservavo per ore sull’abbecedario affisso alla parete dell’aula scolastica della maestra Pina. La scrittura è lo strumento che ho scelto per comunicare e poi, anni dopo, per lavorare, preferendolo di gran lunga all’eloquio verbale. Poi, intorno ai 12 anni ho scoperto la tecnologia, i primi computer e la meravigliosa illusione di una comunicazione fatta di contemporaneità, immediatezza e infinite possibilità. Inoltre, ho sempre ammirato le imprese fantastiche dell’ingegno umano applicate alla scienza e tecnologia. È grazie a queste due grandi passioni che oggi scrivo con entusiasmo di questi temi. E poi, dedicarmi agli altri, ascoltare il loro punto di vista a me e mettermi nelle loro scarpe credo sia il motivo per il quale riesco a fare con passione il mio mestiere principale: l’ufficio stampa. Ambiti? tecnologia, scienza e salute, ovviamente.
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