Lieve rischio eventi vascolari per vaccino AstraZeneca

10 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute
(30Science.com) – Roma, 10 giu. – Esiste un lieve incremento nel pericolo che si verifichino eventi vascolari, nello specifico una malattia emorragica autoimmune nota come porpora trombocitopenica immunitaria, che può provocare ecchimosi o sanguinamento a lungo termine, a seguito della somministrazione del vaccino ChAdOx1, sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford. Questo il risultato di un’analisi, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, condotta dagli scienziati dell’Università di Edimburgo, che hanno valutato i dati relativi a oltre 2,5 milioni di adulti scozzesi a cui era stata somministrata la prima dose del vaccino Oxford-AstraZeneca o Pfizer-BioNTech. Il lavoro suggerisce che il vaccino AstraZeneca sembra essere associato a un basso rischio di complicazioni, anche se gli autori specificano che si tratta di eventi molto rari e numericamente paragonabili a quelli osservati in relazione ad altri vaccini, come quelli contro epatite B, morbillo, parotite, rosolia e influenza. Nel Regno Unito, a fronte di oltre 22 milioni di prime dosi e 6,8 milioni di richiami, sono stati segnalati 209 casi di trombocitopenia e tromboembolia, due patologie rispettivamente legate a eventi emorragici e problematiche di coagulazione del sangue. Il team, guidato da Aziz Sheikh dell’Università di Edimburgo, ha esaminato gli episodi con eventi vascolari manifestatisi a seguito della vaccinazione Pfizer o AstraZeneca tra dicembre 2020 e aprile 2021, valutando i dati di 2,53 milioni di adulti in Scozia, pari al 57 per cento della popolazione maggiorenne del paese. Gli autori hanno dedotto che il vaccino AstraZeneca era associato a un lieve aumento del rischio di porpora trombocitopenica immunitaria, o PTI. La frequenza stimata era di 1,13 casi ogni 100 mila vaccinazioni. I ricercatori sottolineano che i dati ottenuti non erano sufficienti per stabilire l’esistenza di un’associazione tra il vaccino AstraZeneca e la trombosi del seno venoso cerebrale, un’altra rara condizione che porta alla formazione di coaguli di sangue nel cervello. Non sono stati riscontrati aumenti nel rischio di eventi avversi a seguito della somministrazione delle dosi Pfizer. Gli autori ribadiscono che il rischio di un effetto collaterale scatenato dal vaccino resta significativamente inferiore rispetto al pericolo di malattia grave o decesso a seguito di Covid-19, specialmente per le fasce di popolazione più vulnerabili. Gli scienziati concludono che saranno necessari ulteriori approfondimenti per valutare gli effetti della vaccinazione sui giovani e le potenziali reazioni associate al richiamo. (30Science.com)
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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