Cuccioli adottati in pandemia soffrono di ansia ora che si torna in ufficio

19 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute

Gabby, la mascotte dell’Università Credits: Auburn University

(30Science.com) – Roma, 19 giu. – Gli animali domestici adottati durante la pandemia negli Stati Uniti potrebbero ora soffrire di stress e ansia di separazione a causa della ripresa delle attività lavorative in presenza. Lo evidenziano gli scienziati della Auburn University di Montgomery in un comunicato stampa dell’ateneo.

Gli autori aggiungono che questi animali, avendo vissuto gran parte della loro infanzia all’interno, potrebbero manifestare disturbi comportamentali se esposti a un ambiente sconosciuto. Sono infatti circa tre milioni gli animali domestici che negli Stati Uniti sono stati adottati o acquistati durante la pandemia. Ne è un esempio Gabby, una piccola meticcia di un anno che reagisce con paura e incertezza davanti ad altri cani o ad ambienti sconosciuti.

La squadra di ricerca, guidata da Christopher Lea della Auburn University, ha studiato e analizzato il comportamento della cagnolina e dei suoi proprietari per valutare le circostanze con cui sono stati adottati anche altri cuccioli durante la pandemia.

La socializzazione primaria avviene durante le prime tre-sei settimane, in cui il cane entra in contatto con i propri fratelli – afferma Lea – poi, fino alle 12 settimane, i cuccioli imparano a interagire con gli esseri umani”. “Nei primi tre mesi di vita – conferma Cat Clutton, addestratrice di cani certificata e fondatrice del ReKalibratedK Dog Training Servicesi cuccioli imparano a comunicare con i propri simili e con gli esseri umani. Gli esemplari che non sono esposti a una varietà di individui, oggetti, immagini, suoni, odori e ambienti diversi durante questo periodo possono provare paura in futuro”.

Oltre alle condizioni di isolamento, spiegano gli scienziati, molti di questi animali sono stati adottati da proprietari alle loro prime esperienze, il che può amplificare la tendenza a commettere errori nell’addestramento dei piccoli amici a quattro zampe. “Stiamo assistendo a un aumento degli animali domestici che hanno problemi da separazione – osserva William Brawner, del PetVet Animal Health Center di Auburnsi tratta di animali che non sono mai stati lasciati soli per un giorno intero. Il rientro alle attività lavorative in presenza dei padroni per i cani può essere una grande fonte di stress”. Stando alle stime dell’American Kennel Club, il 73 per cento degli statunitensi che hanno adottato un cucciolo durante la pandemia ha preso in considerazione l’ipotesi di restituirli o portarli in un canile. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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