Covid: vaccini potrebbero aumentare l’immunità da infezione precedente

15 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 15 giu. – Gli anticorpi suscitati dall’infezione da SARS-CoV-2 sembrano in grado di evolversi per un periodo che varia da sei a 12 mesi e potrebbero essere potenziati dalla vaccinazione. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati della Rockefeller University di New York, che hanno analizzato i campioni di sangue di 63 persone che avevano sperimentato un’infezione da nuovo coronavirus nei 12 mesi precedenti al periodo di indagine. Il team, guidato da Michel Nussenzweig della Rockefeller University, suggerisce che l’immunità potrebbe avere una durata prolungata e che potrebbe essere amplificata dalla vaccinazione. 26 partecipanti, riportano gli autori, avevano infatti ricevuto almeno una dose dei farmaci Moderna o Pfizer-BioNTech. Secondo i dati dei ricercatori, in questi individui la gamma di anticorpi prodotti dalle cellule B è aumentata dopo l’inoculazione e gli organismi dei partecipanti hanno continuato a generare anticorpi altamente efficaci contro tutte le varianti note di SARS-CoV-2. A un anno di distanza dalla prima infezione, l’attività neutralizzante contro tutte le forme del virus considerate nell’indagine, risultava invece diminuita nelle persone che non erano state vaccinate. Questo suggerisce, spiegano gli esperti, che la vaccinazione può amplificare la capacità di contrastare il virus nei soggetti che hanno già sperimentato la malattia. Se le cellule B si evolvono in modo simile nelle persone vaccinate che non hanno avuto Covid-19, concludono gli autori, un vaccino opportunamente programmato potrebbe essere in grado di generare un’immunità protettiva maggiore contro le varianti attualmente in circolazione. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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