Covid: paziente zero potrebbe risalire a ottobre 2019

25 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute

L’immagine presenta la diffusione globale del COVID-19 in tutti i paesi nel tempo. I paesi contrassegnati in giallo: il limite superiore di un intervallo di confidenza del 95% della data di origine stimata include una data particolare (ovvero, la probabilità che il paese che sta già sperimentando il primo caso sia superiore al 5%); paesi contrassegnati in arancione: la data di origine stimata si è già verificata entro tale data (ovvero la data di origine indica che il COVID-19 si sta già diffondendo nel paese); paesi contrassegnati in rosso: il primo caso segnalato si è già verificato entro tale data; paesi contrassegnati in grigio: dati insufficienti per la datazione dell’origine. I livelli della mappa sono stati creati utilizzando il pacchetto R rworldmap, versione 1.3-6 (http://cran.r-project.org/web/packages/rworldmap). CREDITO Roberts DL et al., 2021, PLOS Pathogens

 

(30Science.com) – Roma, 25 giu. – Il primo caso di Covid-19 potrebbe essersi verificato tra l’inizio di ottobre e la metà di novembre 2019, in Cina. Questa l’ipotesi, descritta sulla rivista ad accesso libero PLOS Pathogens, formulata dagli scienziati dell’Università del Kent, che hanno utilizzato un modello matematico per ricostruire le origini della pandemia.

l team, guidato da David Roberts, ha infatti sfruttato un sistema attualmente in uso per la determinazione della data di estinzione di una specie sulla base degli avvistamenti avvenuti. Il gruppo di ricerca ha raccolto le informazioni relative ai primi casi noti di Covid-19 in 203 paesi.

L’analisi suggerisce che il primo caso potrebbe essersi verificato in Cina tra l’inizio di ottobre e la metà di novembre del 2019. La data presunta per il paziente zero potrebbe essere il 17 novembre. Lo studio ipotizza inoltre che il primo caso in un paese diverso dalla Cina sia avvenuto in Giappone il 3 gennaio 2020.

Secondo il modello, il virus potrebbe essere comparso in Europa il 12 gennaio, precisamente in Spagna, e in Nord America il 16 gennaio. I ricercatori sostengono che questo metodo potrebbe essere utilizzato per comprendere meglio la diffusione di altre malattie infettive in futuro.

Una migliore conoscenza delle origini di Covid-19, sostengono gli studiosi, potrebbe aiutare la ricerca a comprendere i modelli di diffusione di SARS-CoV-2 e delle future potenziali minacce virali. “L’applicazione in campo epidemiologico di un sistema sviluppato per datare le estinzioni – commenta Roberts – ci offre una nuova opportunità per comprendere la diffusione delle malattie, perché permette di formulare ipotesi complesse sulla base di una esigua quantità di dati”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
X