Covid: Norvegia, studio, più del 50% degli under 30 mostra sintomi dopo 6 mesi

26 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Salute

(30Science.com) – Roma, 26 giu. – Più della metà dei pazienti di età inferiore a 30 anni che hanno contratto una forma lieve o moderata di Covid-19 mostra sintomi persistenti a distanza di sei mesi dalla diagnosi.

L’allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati del Bergen Covid-19 Research Group, dell’Università di Bergen, in Norvegia, che hanno valutato le conseguenze a lungo termine della prima ondata di pandemia nella città norvegese.

Il team, guidato da Nina Langeland, ha esaminato le condizioni dei pazienti con un’infezione da SARS-CoV-2 per un follow-up di sei mesi. Tra i sintomi più comuni gli esperti annoverano perdita dell’olfatto e/o del gusto, affaticamento, mancanza di respiro, difficoltà di concentrazione e problemi di memoria.

C’era una correlazione significativa tra livelli elevati di anticorpi e sintomi manifestati dai pazienti isolati a casa – osserva Rebecca Cox, dell’Università di Bergen – tra i fattori di maggior rischio abbiamo identificato l’asma e altre malattie polmonari croniche”. Stando ai dati del gruppo di ricerca, il 30 per cento dei pazienti ha sperimentato affaticamento. Nei bambini e nei ragazzi di età inferiore di 16 anni, sono stati osservati meno sintomi a lungo termine rispetto ai giovani adulti.

Le difficoltà cognitive, come i disturbi mnemonici e i problemi di concentrazione – conclude Bjørn Blomberg, collega e coautore di Cox – sono particolarmente preoccupanti per i ragazzi in età scolastica o per i giovani adulti che frequentano l’università o il mondo del lavoro. Il nostro studio evidenzia l’importanza della vaccinazione a tutti i gruppi di età, per prevenire le conseguenze sulla salute a lungo termine di Covid-19”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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