Ambiente: Morabito (Cnr), caldo più intenso e frequente, un rischio per molti lavoratori

Valentina Di Paola
28 Giu, 2021
News | Transizione ecologica

Ambiente: Morabito (Cnr), caldo più intenso e frequente, un rischio per molti lavoratori

(AGI) – Roma, 28 giu. – La settimana inizia con una nuova ondata di calore in arrivo.  “Sappiamo che questi fenomeni saranno sempre più frequenti e per questo è fondamentale monitorare le condizioni di salute dei lavoratori e di tutti coloro che sono esposti alle temperature estreme”. Lo spiega all’AGI Marco Morabito, ricercatore presso l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), esponendo il progetto Worklimate, un prototipo di piattaforma previsionale di allerta per un primo screening dei rischi legati allo stress da caldo per i lavoratori. Sul sito ufficiale sono disponibili mappe a livello nazionale, suddivise per quattro momenti della giornata (8:00, 12:00, 16:00, 20:00) e distinte per i rischi differenziati a seconda del tipo di attività (intensa o moderata) e del luogo in cui si svolge (all’ombra o al sole).

Il caldo è un fenomeno silenzioso – osserva l’esperto – manca della spettacolarità distruttiva che caratterizza altri eventi come terremoti, tempeste, alluvioni o nubifragi. Una ondata di calore spesso interessa ampie aree geografiche esponendo quindi molte persone più vulnerabili o suscettibili a tale fenomeno. È inoltre spesso difficile individuare esattamente le zone dove l’intensità del fenomeno è più alta e questo fa sì che non vi sia un’adeguata percezione del rischio. Per tale ragione, è fondamentale sensibilizzare e informare la popolazione sui pericoli e le possibili conseguenze legate alle ondate di calore”. “Il nostro strumento di previsioni del rischio caldo – continua – rappresenta uno strumento prototipale e sperimentale utile per effettuare un primo screening dei rischi legati allo stress da caldo specifico per il settore occupazionale, evidenziando le aree geografiche del territorio italiano associate ai rischi più elevati. Oltre al sito, che fornisce informazioni fino a tre giorni e suggerimenti sulla base della tipologia di attività, stiamo lavorando per lanciare un’applicazione, in cui sarà possibile monitorare i lavoratori su base più personale. Raccogliendo dati su peso, altezza, metabolismo, occupazione, ambiente di esposizione (sole/ombra), abbigliamento utilizzato, nonché eventuali fattori di vulnerabilità o suscettibilità individuali caldo-correlati, potremo fornire consigli specifici e personalizzati per contrastare i rischi derivanti dalle temperature elevate”.

Gli scienziati stanno anche valutando l’efficacia di giacche ventilate in grado di ridurre lo stress da caldo, conducendo test su manichini termici in grado di simulare la sudorazione. Nelle prossime indagini verranno utilizzati anche indumenti refrigeranti, in modo da considerare diverse possibili strategie per contrastare la percezione del caldo. “Sarà importante questa settimana tenere sotto controllo le attività dei lavoratori – sottolinea il ricercatore – in questo periodo, infatti, si prevedono condizioni di criticità importanti su molte zone della penisola”. “Speriamo che il nostro contributo possa sensibilizzare sull’importanza di investire in migliori pianificazioni che rendano meno impattante la percezione del caldo – conclude Morabito – la ricerca rappresenta il primo strumento di prevenzione che attraverso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e operative fornisce supporto ai decisori con informazioni sulle precauzioni da adottare in caso di attività esposte al rischio caldo. Sorseggiare acqua frequentemente proprio durante i momenti più critici della giornata lavorativa, mantenere un buon livello di idratazione anche al di fuori dell’orario di lavoro, pianificare pause brevi e frequenti, garantire spazi adeguati ombreggiati e preferibilmente ventilati, sono misure che possono aumentare la produttività e allo stesso tempo garantire la sicurezza e la salute della forza lavoro. Siamo nel 2021, e non possiamo permettere che si verifichino ancora infortuni sul lavoro legati al caldo”. (AGI)

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