20mila anni fa in Asia la prima epidemia di coronavirus

25 Giu, 2021
Valentina Di Paola
News | Scienza

Scienza: 20mila anni fa in Asia c’è stata un’epidemia di coronavirus

(30science.com) – Roma, 24 giu. – Nell’Asia orientale di 20 mila anni fa si è verificata un’epidemia da coronavirus. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, condotto dagli scienziati della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), dell’Università del Queensland, dell’Università dell’Arizona, dell’Università della California a San Francisco e dell’Università di Adelaide, che hanno esaminato i genomi umani nella regione asiatica.

Il team, guidato da Kirill Alexandrov della CSIRO, ha utilizzato i dati del 1000 Genomes Project (1KGP), il più grande catalogo pubblico per le variazioni genetiche umane comuni. “Il moderno genoma umano – afferma l’autore – contiene informazioni evolutive che risalgono a decine di migliaia di anni fa. Studiare questi aspetti può essere paragonato alla valutazione degli anelli di un albero, che ci permette di inferire il passato”.

Il gruppo di ricerca ha applicato l’analisi evolutiva al set di informazioni genetiche disponibili, scoprendo che gli antenati degli abitanti dell’Asia orientale hanno sperimentato un’epidemia provocata da un coronavirus simile a SARS-CoV-2 circa 20 mila anni fa. “Nel corso dell’epidemia – spiega Alexandrov – la selezione ha favorito le varianti dei geni umani correlati alla patogenesi con cambiamenti adattativi che presumibilmente hanno portato a una malattia meno grave. Se riusciamo a comprendere la storia degli antichi agenti patogeni, potremmo capire meglio come le popolazioni umane si siano adattate ai virus”. “Identificare le minacce virali che hanno provocato epidemie – conclude – potrebbe anche aiutarci a stilare un elenco più aggiornato dei virus potenzialmente pericolosi e sviluppare diagnosi, vaccini e farmaci efficaci in caso si ripresentino”. (30science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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