E’ una analisi del sistema informativo italiano come mai si era mai visto fino ad oggi il nuovo report “News VS Fake news nel sistema dell’informazione” quello presentato oggi dall’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (AgCom). Dati modelli, analisi puntuali sui cicli delle notizie, sul livello di preparazione dei giornalisti e la loro adeguatezza a trattare certe notizie più o meno specialistiche, analisi della domanda e della offerta per tipologia di contenuti, di piattaforme digitali, di bot e di disinformazione. “Spero – ha scritto uno dei principali autori della ricerca, Walter Quattrociocchi, dell’Università Cà Foscari di Venezia – sia materiale utile alla discussione sul tema (che purtroppo sta scadendo molto). E’ un lavoro enorme, ma l’idea di andare oltre le impressioni e confrontarsi coi dati in maniera netta è, a mio avviso, la forza di questo documento”.

Poca Scienza nell’informazione

L’analisi è davvero a 360 gradi e affronta diversi aspetti dell’ecosistema informativo. Anche le conclusioni non sono di poco conto. Per esempio è emerso in maniera chiara che il sistema informativo italiano soffre di una mancanza, che definiamo cronica, di una sufficiente offerta di contenuti scientifici rispetto alla domanda, mentre risente fortemente di un eccesso di offerta di notizie di tipo tradizionale (hard news) .

Il peso delle Fake News sulle elezioni

Un altro punto interessante che è emerso è che il sistema informativo “soffre la presenza di un volume di disinformazione che, da un lato, sembra essersi assestato su effetto ciclo politico un valore mediamente piu alto e, dall’altro, ha raggiunto il livello massimo durante l’ultimo ciclo politico. I rischi associati a tali tendenze sono evidentemente legati all’attitudine dei contenuti fake, al pari di quelli aventi ad oggetto notizie reali, ad incidere sulla conoscenza, sulle opinioni e sui punti di vista dei cittadini in merito alle questioni piu varie. E quando gli argomenti trattati sono quelli afferenti alla politica, specie nel periodo elettorale, il rischio e che informazioni false, manipolate o infondate concorrano a formare le espressioni di voto dei cittadini, e, per mezzo delle stesse, a influire sugli esiti elettorali, da cui dipendono le linee politiche adottate a livello nazionale”.

In fatto di scienza sono più le bufale delle notizie

Davvero emblematico è poi quanto emerge nel capitolo 4 del rapporto, quello curato da Walter QuattrociocchiIn Italia, in particolare, “la produzione di natura ascientifica e complottista appare assai florida, mentre risulta carente la trattazione approfondita di natura informativa delle medesime tematiche. La mancanza di un dibattito allargato (dovuto a fenomeni di polarizzazione) e di un approfondimento informativo creano i presupposti per un’opinione pubblica meno recettiva (ad esempio rispetto agli Stati Uniti) e più propensa ad apprezzare e condividere notizie anche palesemente false.