Continua la nostra campagna di comunicazione e di informazione scientifica sulla crisi idrica del lago di Bracciano. Si tratta di un evento davvero molto importante, perchè è, nei fatti, il primo evidente caso di un sistema complesso di sostentamento di una capitale europea che viene messo in crisi dagli effetti del global warming. Il lago di Bracciano, riserva idrica strategica di Roma si trova infatti nel mezzo di uno scenario molto particolare. L’area riceve in media ogni anno circa mille millimetri d’acqua in precipitazioni, e questo, pur trovandosi a una quota altimetrica media intorno ai 300 m.s.l, ne fa un territorio molto ricco di boschi, anche di grande pregio. Tra questi basta ricordare le faggete depresse nel settore nordoccidentale del Lago e il bosco di Betulle, vera rarità per una quota così bassa, che si trova invece più vicina al mare, alla Caldara di Manziana (Sic).

Il Lago, è il frutto di questo scenario modellato dalle piogge che si formano grazie al ruolo dei contrafforti costieri dell’apparato vulcanico Cerite-tolfetano. Si tratta di una vera e propria muraglia che fa condensare le correnti umide che arrivano dal Tirreno, e rende il territorio alle spalle così ricco di vegetazione. Nel giro di solo duecento metri, passiamo dalla steppa della maremma costiera, ai faggi, alle betulle e al lago.

Tutto si regge sulle piogge e sul ciclo atmosferico della circolazione da Ovest verso Est delle perturbazioni che arrivano dall’Oceano Atlantico. Un ciclo che quest’anno si è interrotto quasi del tutto. La seconda fase dell’autunno e poi dell’inverno e della primavera sono state prevalentemente caratterizzate da giornate con alta pressione di origine africana. Le poche perturbazioni sono arrivate dalla parte opposta, da Nord Est, da tramontana e hanno rilasciato le loro ingentissime precipitazioni sul versante adriatico (Nevicate molto intense).

La costa tirrenica, è rimasta relativamente all’asciutto e il delicato sistema idrico del Lago di Bracciano, anche a causa di una serie di una serie di interventi legati alla gestione della riserva idrica, è entrato in crisi e con esso il sistema che contribuisce ad alimentare di acqua la città di Roma.

Sono circa 2000 anni che Roma attinge acqua da questo bacino di origine vulcanica. Ora, dopo un anno di forte siccità in cui il lago e’ sceso sotto la soglia di rischio dei – 150 centimetri dallo zero altimetrico, il suo ecosistema, uno tra i più ricchi in termini di biodiversità in Europa, è sotto forte stress e seriamente a rischio. Con esso a rischio è tutto il sistema idrico di Roma che si è dimostrato essere relativamente poco capace a far fronte alle mutate esigenze climatiche del contesto in cui è chiamato ad operare.

———————————————-

N.B. Trenta Science Communication ha promosso, ormai da due anni, dal 2015, attraverso il Bracciano Smart Hub di cui è promotrice, l’adozione di un sistema di gestione intelligente del lago che, al tempo stesso, faccia anche da piattaforma di comunicazione e di valorizzazione del lago e del suo territorio, soprattutto attraverso le piattaforme social. Nel mese di Giugno di quest’anno, abbiamo scelto di cominciare ad avviare il progetto, sperimentando le potenzialità molteplice di questo progetto e abbiamo aperto la pagina Facebook Bracciano Smart Lake.

Attraverso di essa, con una serie di brevi post, ma soprattutto di video, abbiamo cominciato a informare il pubblico sull’andamento della crisi, e sulla sua evoluzione, cercando di spiegare l’evoluzione delle dinamiche e il loro impatto sui diversi ecosistemi lacustri. I nostri contenuti sono così serviti non solo a sensibilizzare e ad aggregare una community, ma siamo stati anche una sorta di social news agency che ha fornito supporto informativo e logistico ai grandi network nazionali.