Roma – Oltre 33.000 enormi aloni di idrogeno attorno a galassie dell’universo primordiale sono stati identificati grazie ai dati del progetto HETDEX, ampliando di dieci volte il numero noto di queste strutture cosmiche fondamentali. Il risultato è riportato da Erin Mentuch Cooper, Karl Gebhardt e Dustin Davis della University of Texas at Austin ed è pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal. La scoperta conferma che tali aloni, cruciali per la formazione stellare, erano diffusi durante il periodo di massima crescita delle galassie, tra 10 e 12 miliardi di anni fa.
Queste strutture, note come nebulose Lyman-alfa, rappresentano vasti serbatoi di idrogeno, elemento essenziale per la nascita delle stelle. Finora erano state osservate solo poche migliaia di queste formazioni, considerate fenomeni rari. L’analisi dei dati raccolti dall’Hobby-Eberly Telescope ha invece rivelato una popolazione molto più ampia e diversificata. “HETDEX ci permette di individuare molti più aloni e di misurarne forme e dimensioni, creando un catalogo statistico senza precedenti”, ha spiegato Erin Mentuch Cooper.
L’idrogeno è difficile da rilevare direttamente perché non emette luce propria, ma può essere osservato quando viene illuminato dall’energia emessa da galassie ricche di stelle ultraviolette. Grazie a strumenti altamente sensibili e a una vasta raccolta dati — quasi mezzo petabyte — i ricercatori hanno potuto analizzare oltre 70.000 galassie brillanti, scoprendo che circa la metà presenta un alone di idrogeno circostante.
Le dimensioni di queste strutture variano da decine a centinaia di migliaia di anni luce. Alcune appaiono come semplici nubi attorno a singole galassie, mentre altre assumono forme irregolari e complesse che inglobano più galassie. “Alcune sembrano gigantesche amebe con estensioni nello spazio”, ha osservato Mentuch Cooper.
Secondo gli autori, il nuovo catalogo offre una base molto più solida per studiare l’evoluzione delle galassie e la distribuzione della materia nell’universo giovane. “Ora possiamo analizzare questi sistemi in dettaglio e verificare i modelli teorici, correggendoli o sostituendoli se necessario”, ha aggiunto Dustin Davis. I risultati aprono nuove prospettive nello studio delle fasi iniziali dell’universo, trasformando la ricerca da una caccia a oggetti rari a un’analisi sistematica di migliaia di casi. (30Science.com)
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Spazio, scoperti 33mila aloni di idrogeno primordiali
(7 Aprile 2026)
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