Roma – Gli astronomi hanno individuato un pianeta extrasolare simile a Giove che presenta indizi sorprendenti della presenza di nubi di ghiaccio d’acqua nella sua atmosfera, una scoperta che mette in discussione i modelli attuali e apre nuove prospettive nello studio dei pianeti lontani. Il risultato, guidato da Elisabeth Matthews del Max Planck Institute for Astronomy, è pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.
Il pianeta, denominato Epsilon Indi Ab, orbita attorno alla stella Epsilon Indi A ed è uno degli analoghi più vicini a Giove mai studiati in dettaglio. Ha una massa pari a circa 7,6 volte quella di Giove ma un diametro simile, e si trova a una distanza dalla propria stella circa quattro volte superiore a quella tra Giove e il Sole. Le sue temperature superficiali, comprese tra 200 e 300 Kelvin, lo rendono uno dei pochi “Giove freddi” osservati direttamente.
Per analizzarne l’atmosfera, il team ha utilizzato il James Webb Space Telescope, in particolare lo strumento MIRI, capace di ottenere immagini dirette nel medio infrarosso. Grazie a tecniche avanzate come il coronografo, che oscura la luce della stella ospite, i ricercatori hanno potuto isolare il debole segnale del pianeta e studiarne la composizione atmosferica.
Le osservazioni hanno confermato la presenza di ammoniaca, come previsto, ma in quantità inferiori alle attese. Questo dato ha portato gli scienziati a proporre una spiegazione inattesa: la presenza di dense ma irregolari nubi di ghiaccio d’acqua negli strati superiori dell’atmosfera, simili alle nubi cirriformi terrestri. Un risultato che evidenzia come molti modelli teorici attuali, spesso privi della componente “nuvole” per semplicità computazionale, possano risultare incompleti.
La scoperta rappresenta un passo importante nello studio degli analoghi del Sistema solare e nel percorso verso la caratterizzazione di pianeti simili alla Terra. Finora, infatti, la maggior parte degli esopianeti analizzati in dettaglio era molto più calda di Giove, a causa dei limiti osservativi delle tecniche tradizionali. Questo studio dimostra invece la possibilità di indagare direttamente pianeti freddi e distanti.
I ricercatori sottolineano che le tecniche sviluppate potranno essere ulteriormente perfezionate con future missioni, come il Nancy Grace Roman Space Telescope, previsto per il lancio nei prossimi anni e particolarmente adatto allo studio diretto di atmosfere planetarie e nubi riflettenti. L’obiettivo di lungo periodo resta quello di arrivare a osservare pianeti simili alla Terra e cercare eventuali tracce di vita.(30Science.com)
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Scoperto pianeta extrasolare con atmosfera
(24 Aprile 2026)
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