Roma – Un pianeta gigante in orbita attorno a una piccola stella fredda presenta caratteristiche inattese che mettono in discussione i modelli attuali di formazione planetaria. Lo indica uno studio guidato da Caleb Cañas del NASA Goddard Space Flight Center, con Shubham Kanodia della Carnegie Institution for Science, pubblicato sulla rivista The Astronomical Journal. Le osservazioni del telescopio spaziale James Webb hanno rivelato che l’atmosfera del pianeta TOI-5205 b contiene meno elementi pesanti rispetto alla sua stella ospite, un risultato finora mai osservato.
TOI-5205 b è un pianeta delle dimensioni di Giove che orbita attorno a una stella molto più piccola, circa quattro volte la massa di Giove e il 40% di quella del Sole. Durante il transito davanti alla stella, il pianeta blocca circa il 6% della luce, permettendo agli astronomi di analizzarne l’atmosfera attraverso la spettroscopia. I dati raccolti su tre transiti hanno evidenziato una composizione chimica insolita, con una bassa metallicità rispetto sia ai pianeti giganti del Sistema solare sia alla stessa stella madre.
Secondo i ricercatori, questo risultato suggerisce che gli elementi più pesanti potrebbero essersi concentrati nell’interno del pianeta durante la sua formazione, senza mescolarsi con l’atmosfera. “Abbiamo osservato una metallicità molto inferiore rispetto a quanto previsto dai modelli”, ha spiegato Kanodia, aggiungendo che l’atmosfera appare ricca di carbonio e povera di ossigeno.
Le osservazioni hanno inoltre rilevato la presenza di metano e solfuro di idrogeno, fornendo ulteriori indizi sulla composizione del pianeta. Modelli teorici indicano che, nel complesso, TOI-5205 b potrebbe essere molto più ricco di elementi pesanti rispetto a quanto emerge dall’analisi atmosferica, suggerendo una separazione interna tra atmosfera e nucleo.
La scoperta rientra nel programma GEMS, dedicato allo studio di pianeti giganti attorno a stelle nane rosse, sistemi considerati rari e difficili da spiegare. I risultati offrono nuovi spunti per comprendere i processi che portano alla formazione di pianeti massicci in ambienti inaspettati, evidenziando la necessità di rivedere i modelli teorici attuali. (30Science.com)
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Pianeta gigante anomalo sfida modelli formazione
(7 Aprile 2026)
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