Roma – “Scienziato, imprenditore e visionario, Venter ha lasciato un’impronta indelebile nella biologia, nella genomica e nella biologia sintetica”. E’ così che Giuseppe Novelli, genetista dell’Università Tor Vergata di Roma, ricorda J. Craig Venter, il biologo e imprenditore statunitense, scomparso ieri. “Con la sua sfida privata al Progetto Genoma Umano, ha accelerato la decodifica del nostro DNA, dimostrando che l’innovazione audace può cambiare il corso della scienza”, scrive Novelli sul suo profilo social. “Per primo ha creato una cellula batterica controllata da un genoma interamente progettato e sintetizzato in laboratorio, aprendo l’era della biologia sintetica”, aggiunge. Il genetista italiano ricorda le imprese di Venter nell’esplorazione genetica globale. “Dalle acque oceaniche al microbioma umano, ha spinto la frontiera della metagenomica”, sottolinea. “Anche nelle settimane precedenti la sua morte, Venter ha continuato a guidare il suo team verso nuovi orizzonti. Il suo gruppo – continua Novelli – ha recentemente reso pubblico un pre-print che descrive la creazione di una cellula batterica sintetica vivente a partire da una cellula “morta” – una svolta che possiamo definire “cellule zombie” in senso scientifico”. E ancora: “Utilizzando la Whole Genome Transplantation (WGT) su cellule di Mycoplasma capricolum uccise chimicamente (tramite mitomicina C), Venter e Coll. sono riusciti a impiantarvi un genoma sintetico di Mycoplasma mycoides, resuscitando la cellula come un nuovo organismo vivente e funzionale. Il risultato è il primo esempio di cellula batterica sintetica costruita a partire da componenti non viventi, superando la dipendenza da marcatori di resistenza agli antibiotici e aprendo la strada alla costruzione di cellule ingegnerizzate per applicazioni biomediche e industriali. Ancora una volta, Venter ha ribaltato una domanda fondamentale: ‘Cosa significa essere vivi?’. La sua risposta, fino all’ultimo, è stata: ‘Possiamo riprogettarlo, sintetizzarlo e ricostruirlo’”. Novelli sottolinea, inoltre, che “chi lo ha conosciuto ne ricorderà la competitività feroce, ma anche la generosità intellettuale e la capacità di formare team eccezionali. Ha fondato istituti (JCVI), aziende (Celera, Synthetic Genomics, HLI) e ispirato una generazione di biologi computazionali, ingegneri genetici e imprenditori”. Una grande perdita per la comunità scientifica. “La scienza perde un gigante”, sottolinea Novelli. “Ma il suo lavoro più recente – resuscitare cellule zombie con un genoma sintetico – ci ricorda che la sua influenza continuerà a vivere, letteralmente, in ogni laboratorio che si dedicherà alla comprensione dei viventi. ‘Non seguire la strada tracciata. Vai dove non c’è strada e lascia una scia’. Craig Venter l’ha fatto, fino all’ultimo preprint”. (30Science.com)
Giuseppe Novelli
Professore Ordinario di Genetica Medica, Università di Roma Tor Vergata e Professore Aggiunto Università del Nevada, Reno (USA). Ha insegnato nelle Università di Urbino, Università Cattolica del Sacro Cuore.
E’ membro dell’Academia Europaea (https://www.ae-info.org/). Presidente della Fondazione Lorenzini (Milano). E’ stato Preside della Facoltà di Medicina e poi Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata; E’ stato socio Fondatore dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).
Ha svolto numerosi incarichi istituzionali, tra cui:
- Componente del Consiglio Direttivo dell’ANVUR (Agenzia per la Valutazione delle Università e della Ricerca) (2010-2013).
- Consiglio Superiore di Sanità (2015-2019)
- Comitato Nazionale Biotecnologie e Biosicurezza presso la Presidenza del Consiglio (2019-attivo)
Il Prof. Novelli, ha mappato, identificato e caratterizzato diversi geni umani associate a malattie genetiche quali la sindrome di Laron, la distrofia miotonica, la progeria e altre. Negli ultimi anni si è occupato di genetica dei caratteri complessi come la psoriasi, l’infarto del miocardio e i geni di suscettibilità alle malattie infettive come la tubercolosi, l’AIDS, e recentemente del COVID-19. In questo contesto ha identificato mutazioni potenzialmente letali nei geni che codificano per gli interferoni e caratterizzato i primi anticorpi monoclonali sintetici contro SARS-CoV-2 e ha scoperto una delle prime molecole antivirali contro il COVID-19, l’indolo-3-carbinolo.
Autore di oltre 800 pubblicazioni internazionali con un H-index di 63. E’ inserito nella lista dei Top Italian Scientist nel settore delle Scienze Biomediche https://topitalianscientists.org/home
