Valentina Di Paola

Dilupoli, il progetto innovativo che allontana i lupi con i collari odorosi

(30 Aprile 2026)

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Roma – Migliorare l’equilibrio tra allevamenti e grandi predatori attraverso sistemi innovativi e rispettosi di monitoraggio, prevenzione e allerta: questo l’obiettivo del progetto Dilupoli, che vede la partecipazione di un partenariato qualificato composto da Faunis Srl, spin-off dell’Università di Sassari e specializzato nella gestione e conservazione della fauna, dall’Organismo di Consulenza PSR & Innovazione Liguria e di Coldiretti Liguria.

“Dilupoli – spiega all’Osservatorio Lupo Gabriella Fenoggio, responsabile Centro di Assistenza Agricola Coldiretti Liguria – nasce per rispondere a una criticità sempre più rilevante per il comparto zootecnico ligure: la crescente pressione predatoria da parte del lupo. Gli attacchi hanno già causato perdite economiche significative e difficoltà gestionali per le aziende, aggravando un contesto già fragile segnato da spopolamento e abbandono delle aree rurali”. Il progetto punta a sviluppare e testare soluzioni concrete basate su un approccio pratico-scientifico, tra cui sistemi avanzati di monitoraggio della fauna selvatica, strumenti di tracciabilità dei passaggi e tecnologie di allerta precoce. Tra le innovazioni previste figurano dispositivi dissuasivi attivati da intelligenza artificiale, basati su suoni e luci, e l’impiego di collari con feromoni per la protezione degli animali al pascolo.

Pecore al pascolo. Credits: Coldiretti Liguria

“La fase iniziale – continua Fenoggio – è stata avviata la scorsa settimana, e prevede un lavoro capillare di monitoraggio, per capire dove si verificano più frequentemente gli episodi di predazione. Successivamente, il progetto prevede l’apposizione di collari a feromoni su un gruppo di esemplari”.

“Questi dispositivi – racconta all’Osservatorio Lupo Marco Apollonio, ricercatore dell’Università di Sassari – pesano poche decine di grammi, non hanno effetti sul comportamento del gregge e possono essere apposti sul campanaccio, quindi sono assolutamente rispettosi dell’animale. La soluzione odorosa si basa sulla riproduzione dei feromoni che i lupi utilizzano per il distanziamento degli altri branchi”. L’esperto spiega che la formula è stata sviluppata da Federico Tettamanti, che attualmente esercita la professione di biologo in Svizzera. Il team ha infatti analizzato i feromoni dei lupi, individuando quelli associati al distanziamento, per poi sintetizzarli in laboratorio.

“Le molecole – continua Apollonio – sono state inserite in una matrice di cera e inserite in uno scatolino di plastica traforato, che viene appeso al collo degli animali da proteggere. Il mix, che inizialmente aveva una durata di tre mesi, è stato potenziato per mantenere efficacia anche dopo sei mesi”. Il ricercatore precisa che il prodotto è uscito dalla fase prototipale perché un’azienda svizzera ha acquistato il brevetto e testato il sistema, che si è rivelato sufficientemente efficace.

“Per il progetto Dilupoli – prosegue ancora Apollonio – l’obiettivo è di coprire tutti i capi delle tre aziende che partecipano al progetto. È stato dimostrato che con meno del 50 per cento degli esemplari dotati di collari ai feromoni l’effetto protettivo diminuisce considerevolmente. Nei prossimi step valuteremo se e come ottimizzare l’utilizzo dei dispositivi”.

“Nei 24 mesi previsti per la durata del bando – continua Fenoggio – sono previste azioni mirate di informazione e divulgazione, con incontri dimostrativi. L’obiettivo è anche quello di coinvolgere più stakeholder nel territorio, in modo da espandere la rete dei potenziali agenti interessati al prodotto, e allo stesso tempo promuovere l’utilizzo di questa tecnologia”.

“C’è da sottolineare – conclude Apollonio – che non stiamo proponendo soluzioni miracolistiche. Non ci aspettiamo un azzeramento del rischio, ma speriamo che la scienza e la ricerca possano contribuire a sviluppare interventi mirati, basati sul rispetto della fauna e dei pascoli, che rappresentino uno strumento in più per andare a contrastare un problema reale, che è quello della predazione”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).