Roma – La materia organica e i minerali presenti nell’asteroide Bennu si trovano in tre domini organici-minerali chimicamente distinti. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto dagli scienziati della Stony Brook University. Il team, guidato da Mehmet Yesiltasa, ha analizzato i campioni dell’asteroide Bennu OREX-800066-3, raccolti durante la missione OSIRIS-REx e riportati sulla Terra nel settembre 2023. Questi reperti, sostengono gli autori, non sono influenzati dall’atmosfera o dal clima terrestre, per cui offrono uno sguardo importante su come materia organica, minerali e acqua interagissero nel Sistema solare primordiale. I risultati, commentano gli esperti, suggerisce che l’asteroide sia stato alterato dall’acqua liquida. Bennu, spiegano gli studiosi, è un asteroide carbonaceo relativamente vicino alla Terra, ed è composto da detriti derivanti dalla distruzione del suo corpo progenitore. Utilizzando la spettroscopia, gli scienziati hanno caratterizzato la variabilità chimica del campione su scale di circa 20 nanometri. L’analisi ha rivelato che la distribuzione su scala nanometrica della materia organica e dei minerali su Bennu non è uniforme, ma si presenta in tre domini organici-minerali ricorrenti e chimicamente distinti. Un dominio è ricco di composti organici alifatici, un altro di minerali carbonatici e il terzo di composti organici contenenti azoto. L’eterogeneità su scala nanometrica suggerisce che l’acqua abbia alterato Bennu attraverso diverse interazioni in diverse posizioni, piuttosto che attraverso un processo costante e uniforme. Lo studio dimostra che molecole organiche fragili sono sopravvissute all’alterazione indotta dall’acqua su Bennu. Questi risultati, concludono gli scienziati, migliorano la comprensione da parte dei ricercatori di come acqua, minerali e materia organica abbiano interagito sugli asteroidi primitivi. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Su Bennu ci sono acqua, minerali e materia organica
(30 Marzo 2026)
Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).