Roma –Le radici della democrazia sono molto più diffuse e antiche di quanto si pensasse, e non limitate a Grecia e Roma. È quanto emerge da uno studio guidato da Gary Feinman del Field Museum, con la partecipazione di David Stasavage della New York University e Linda Nicholas del Field Museum, pubblicato su Science Advances, che analizza 31 società antiche in Europa, Asia e Americhe. La ricerca mostra che forme di governance condivisa e inclusiva erano comuni in molte civiltà del passato, che svilupparono sistemi per limitare il potere dei governanti e dare voce ai cittadini. “La nostra ricerca dimostra che molte società nel mondo hanno sviluppato modi per distribuire il potere e coinvolgere la popolazione”, ha spiegato Feinman. Il team ha esaminato 40 casi storici utilizzando evidenze archeologiche e storiche, tra cui architettura, pianificazione urbana, arte e disuguaglianze economiche, costruendo un “indice di autocrazia” per collocare ogni società lungo un continuum tra sistemi più autoritari e più inclusivi. Tra gli indicatori di maggiore partecipazione politica figurano spazi pubblici ampi, come piazze e edifici aperti al confronto collettivo. Al contrario, strutture monumentali concentrate attorno al potere centrale, come palazzi o piramidi con accessi limitati, indicano sistemi più autocratici. “I risultati mostrano che anche fuori da Atene e Roma esistevano società altrettanto democratiche”, ha sottolineato Feinman, mettendo in discussione una visione tradizionale radicata nella storiografia. Lo studio evidenzia inoltre che la distribuzione del potere non dipendeva necessariamente dalla dimensione della popolazione o dalla complessità politica, ma soprattutto dal modo in cui i governanti finanziavano la propria autorità. Sistemi basati su risorse concentrate, come miniere o commercio a lunga distanza, tendevano verso l’autocrazia, mentre quelli sostenuti da tasse diffuse o lavoro comunitario favorivano maggiore inclusione. “Le società con sistemi più inclusivi mostrano anche livelli più bassi di disuguaglianza economica”, ha osservato Feinman, sottolineando come tali risultati contraddicano l’idea che concentrazione del potere e disuguaglianza siano inevitabili. Secondo gli autori, lo studio offre nuove prospettive anche per il presente, in un contesto globale caratterizzato da crescente concentrazione di ricchezza e potere. “L’archeologia può fornire lezioni utili per il mondo contemporaneo”, ha concluso Feinman. I risultati suggeriscono quindi che la democrazia non è un’eccezione storica limitata a poche civiltà, ma un modello sviluppato in modo indipendente in diverse parti del mondo nel corso dei millenni.(30Science.com)

