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Genovesi (Ispra) ok a proiettili gomma contro lupi in Valle D’Aosta

(31 Marzo 2026)

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Roma – Ispra si dice favorevole all’uso di proiettili di gomma per allontanare i lupi, anche se l’efficacia resta limitata e l’applicazione concreta non è scontata. Lo spiega Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, commentando la richiesta avanzata dalla Valle d’Aosta. Secondo Genovesi, il nuovo quadro normativo rende meno necessario il passaggio autorizzativo, ma la richiesta di parere è comunque arrivata e ha ricevuto un riscontro positivo.“Siamo favorevoli all’utilizzo, l’efficacia è molto limitata, però non c’è motivo per non tentare, in alcuni casi può funzionare”, afferma Genovesi, sottolineando tuttavia che l’adozione dello strumento dipenderà dalle condizioni operative e dalla capacità di metterlo in pratica sul territorio.L’esperienza di altre regioni mostra infatti alcune difficoltà: in Trentino, dopo l’autorizzazione ministeriale, la misura non è stata applicata per circa un anno, segno che non si tratta di un intervento semplice da implementare. “Non è così banale”, osserva Genovesi, lasciando intendere che anche in Valle d’Aosta i tempi potrebbero non essere immediati.Il tema si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra istituzioni, allevatori, mondo scientifico e altri attori del territorio sulla gestione del lupo. Genovesi evidenzia l’impegno dell’Ispra nel dialogo con diversi soggetti, dalle guide alpine al Club alpino italiano, fino al mondo venatorio, con l’obiettivo di chiarire aspetti scientifici e normativi spesso oggetto di confusione.“Non vedo motivi per chiudere a un mondo piuttosto che all’altro”, spiega, ricordando che l’Ispra ha organizzato anche corsi con Federcaccia per migliorare la conoscenza del comportamento del lupo e favorire una gestione più informata dei casi problematici, come quelli di animali confidenti in aree urbane.Sul tema della caccia al lupo, Genovesi precisa che il mondo venatorio italiano ha espresso una posizione chiara di non interesse: “Non vuol dire doppietta libera”, sottolinea, evidenziando che eventuali cambiamenti normativi non implicano automaticamente l’apertura alla caccia, a differenza di quanto discusso in altri Paesi europei.Il coinvolgimento dei cacciatori in attività di ricerca e monitoraggio viene invece considerato possibile, con alcune cautele. “Possono dare un supporto utile perché stanno molto sul territorio”, osserva, pur mettendo in guardia dal rischio di dati non coordinati che potrebbero generare confusione. In quest’ottica, esperienze come quelle del progetto Wolf Alps mostrano che una collaborazione strutturata può contribuire alla raccolta di informazioni, purché inserita in un quadro scientifico condiviso.(30Science.com)

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