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Evoluzione, scoperta nuova scimmia fossile in Egitto

(26 Marzo 2026)

Roma – Scoperta in Egitto una nuova specie di scimmia antropomorfa vissuta tra 17 e 18 milioni di anni fa che potrebbe riscrivere l’origine delle grandi scimmie moderne: è il risultato di uno studio guidato da Hesham Sallam (Mansoura University Vertebrate Paleontology Center) e da un team internazionale con la University of Southern California, pubblicato sulla rivista Science. Il fossile, denominato Masripithecus moghraensis, suggerisce che il Nord Africa e il Medio Oriente abbiano avuto un ruolo centrale nell’evoluzione degli ominoidi.

I resti, rinvenuti nel sito fossile di Wadi Moghra nel nord dell’Egitto, rappresentano il primo esempio certo di scimmia antropomorfa del Miocene inferiore scoperto in Nord Africa. Finora, in questa regione erano stati trovati solo fossili di scimmie, mentre gli ominoidi sembravano limitati ad altre aree del continente.

 

“Abbiamo cercato per cinque anni un fossile come questo, perché l’albero evolutivo delle scimmie mostrava un vuoto proprio in questa regione”, spiega Sallam. La scoperta colma dunque una lacuna importante nella ricostruzione delle origini degli ominoidi moderni.

Il fossile, costituito da una mandibola inferiore, presenta caratteristiche uniche: denti canini e premolari particolarmente grandi, molari con superfici arrotondate e una struttura mandibolare robusta. Secondo gli autori, questi tratti indicano una dieta flessibile, prevalentemente frugivora ma capace di includere alimenti più duri come semi e noci.

“Questa versatilità alimentare avrebbe favorito la sopravvivenza della specie in un contesto climatico in cambiamento, con stagionalità più marcata”, osserva Shorouq Al-Ashqar, prima autrice dello studio. Attraverso analisi filogenetiche basate su modelli bayesiani, che integrano dati anatomici, genetici e geologici, i ricercatori hanno determinato che Masripithecus è più vicino alle scimmie antropomorfe attuali rispetto ad altre specie coeve dell’Africa orientale. Questo risultato mette in discussione l’ipotesi consolidata secondo cui l’origine degli ominoidi moderni sarebbe localizzata principalmente nell’Africa orientale.

Le analisi biogeografiche indicano infatti che il Nord Africa e il Medio Oriente potrebbero essere stati il luogo di origine dell’antenato comune di tutte le scimmie antropomorfe viventi. Durante il Miocene inferiore, questa regione costituiva un corridoio naturale tra Africa ed Eurasia, facilitando la dispersione delle specie.

“Per tutta la mia carriera ho ritenuto probabile che l’antenato comune delle scimmie moderne vivesse nell’Africa orientale”, afferma Erik Seiffert della University of Southern California. “Questa scoperta, insieme alle nuove analisi, mette fortemente in discussione questa idea”. Masripithecus rappresenta quindi un anello di congiunzione tra i fossili africani ed eurasiatici, suggerendo che la diversificazione degli ominoidi fosse già in corso in questa regione prima della loro espansione verso Europa e Asia. Secondo gli autori, ulteriori esplorazioni potrebbero portare alla scoperta di nuovi fossili fondamentali per comprendere le origini e l’evoluzione delle grandi scimmie e, in ultima analisi, della linea evolutiva umana. (AGI)

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