Roma – Nei Grigioni la presenza dei grandi predatori resta stabile, con 11 branchi di lupi confermati all’interno del Cantone un branco transfrontaliero al 31 dicembre 2025. È quanto emerge dal rapporto trimestrale sui grandi carnivori (4/2025) pubblicato dall’Ufficio per la caccia e la pesca del Cantone dei Grigioni, che fotografa l’evoluzione della presenza di lupo, orso, lince e sciacallo dorato nell’ultima parte dell’anno.
Il documento segnala come, accanto ai branchi, siano stati rilevati diversi nuclei di coppie di lupi in varie aree del Cantone. Nel Misox centrale, in particolare nell’area di Lostallo, sono stati nuovamente osservati due lupi non riconducibili al branco del Moesola. Nell’Engadina Bassa, le analisi genetiche hanno chiarito un punto rimasto incerto nei mesi precedenti: i cuccioli osservati in zone diverse (Val Sinestra e Val S-charl) appartengono allo stesso branco di Sinestra, smentendo l’ipotesi di un nuovo branco autonomo denominato “Clemgia”.
Ulteriori presenze di coppie di lupi sono state documentate nei territori comunali di Scuol, Zernez e Val Müstair, dove è stato segnalato anche un maschio dal manto nero, così come nelle aree di Brusio e Poschiavo sud e nella zona Lenzerheide–Arosa, già sede in passato del branco del Lenzerhorn.
Il rapporto affronta anche il tema della gestione e regolazione della specie, indicando abbattimenti autorizzati nell’ambito delle misure di controllo previste dalla normativa svizzera, oltre a riepilogare i danni al bestiame attribuiti ai lupi nel trimestre considerato. Prosegue inoltre il monitoraggio tramite lupi muniti di radiocollare, strumento ritenuto centrale per comprendere movimenti, territori e dinamiche dei branchi.
Per quanto riguarda gli altri grandi carnivori, nel quarto trimestre 2025 non sono stati registrati eventi rilevanti legati all’orso, mentre la lince continua a essere presente stabilmente sul territorio cantonale. Segnalazioni marginali riguardano infine lo sciacallo dorato, specie in espansione a livello alpino ma ancora con presenze limitate nei Grigioni.
Secondo l’Ufficio per la caccia e la pesca, il quadro complessivo conferma una situazione sotto controllo, frutto di un monitoraggio continuo basato su osservazioni sul campo, analisi genetiche e collaborazione con enti scientifici come KORA. Un approccio che mira a conciliare la tutela della biodiversità con la gestione dei conflitti tra grandi predatori, allevamento e attività umane.(30Science.com)
