Roma – Una rarissima supernova superluminosa apparsa cinque volte nel cielo notturno grazie alla lente gravitazionale potrebbe offrire un nuovo metodo indipendente per misurare la velocità di espansione dell’universo e contribuire a risolvere la cosiddetta “tensione di Hubble”. È quanto emerge da uno studio guidato da Sherry Suyu e Stefan Taubenberger della Technical University of Munich, in collaborazione con la Ludwig Maximilians University of Munich e i Max Planck Institute for Astrophysics e Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics. I risultati sono stati accettati per la pubblicazione su Astronomy & Astrophysics.
La supernova, soprannominata “SN Winny” (designazione ufficiale SN 2025wny), si trova a circa 10 miliardi di anni luce di distanza ed è molto più brillante delle supernove tipiche. La sua eccezionalità deriva anche dal fatto che appare cinque volte nel cielo: la luce dell’esplosione è stata deviata da due galassie in primo piano che agiscono come lente gravitazionale, costringendo i fotoni a percorrere traiettorie diverse verso la Terra.
Poiché i percorsi hanno lunghezze leggermente differenti, la luce delle cinque immagini arriva con piccoli ritardi temporali. Misurando questi ritardi e modellando accuratamente la distribuzione di massa delle galassie lente, i ricercatori possono determinare direttamente la costante di Hubble, ovvero il tasso attuale di espansione dell’universo.
“È un evento estremamente raro che potrebbe svolgere un ruolo chiave nel migliorare la nostra comprensione del cosmo”, spiega Suyu. “La probabilità di trovare una supernova superluminosa perfettamente allineata con una lente gravitazionale adatta è inferiore a una su un milione. Abbiamo impiegato sei anni per compilare un elenco di lenti promettenti e nell’agosto 2025 SN Winny ha coinciso esattamente con una di esse”.
Le supernove con lente gravitazionale sono pochissime e l’accuratezza della misura dipende fortemente dalla precisione con cui si determinano le masse delle galassie lente. Per questo il team ha ottenuto immagini ad alta risoluzione con il Large Binocular Telescope in Arizona, dotato di due specchi da 8,4 metri e di un sistema di ottica adattiva per correggere la turbolenza atmosferica. L’immagine a colori risultante, la prima ad alta risoluzione pubblicata per questo sistema, mostra le due galassie lente al centro e cinque copie bluastre della supernova, un caso insolito poiché le lenti su scala galattica producono di norma due o quattro immagini.
Utilizzando le posizioni delle cinque immagini, i ricercatori Allan Schweinfurth (TUM) e Leon Ecker (LMU) hanno costruito il primo modello della distribuzione di massa del sistema. A differenza delle supernove amplificate da ammassi di galassie, la cui massa è complessa da modellare, SN Winny è lentiata da sole due galassie con distribuzioni di luce e massa relativamente regolari, offrendo un’opportunità promettente per una misura ad alta precisione.
Attualmente, la costante di Hubble viene stimata principalmente con due metodi che producono risultati discordanti: la “scala delle distanze cosmiche”, che misura progressivamente le distanze galattiche, e l’analisi della radiazione cosmica di fondo, che si basa su modelli dell’universo primordiale. Questa discrepanza è nota come tensione di Hubble.
La supernova con lente gravitazionale introduce un terzo approccio indipendente. “A differenza della scala delle distanze, questo è un metodo a un solo passaggio, con meno e completamente diverse fonti di incertezza sistematica”, sottolinea Taubenberger.
Osservazioni in corso con telescopi terrestri e spaziali forniranno ulteriori dati sui ritardi temporali e sulla struttura del sistema. Se confermato, il metodo potrebbe contribuire in modo decisivo a chiarire una delle questioni più dibattute della cosmologia contemporanea.(30Science.com)

