Roma – Il caratteristico stridio delle scarpe da basket quando scivolano su un campo lucido è causato da deformazioni del materiale morbido della suola che si propagano a onde sulla superficie di contatto. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature e guidato da Katia Bertoldi della Harvard University (Boston, USA), che individua possibili strategie per modificare questi effetti e controllare l’attrito tra materiali. Comprendere le dinamiche che si instaurano tra due superfici può offrire indicazioni sugli effetti dell’attrito in diversi sistemi, dai materiali sintetici alle faglie geologiche. Quando materiali morbidi scorrono su superfici rigide possono produrre suoni acuti. Studi precedenti avevano suggerito che tra due superfici si generassero impulsi dovuti a fenomeni di “stick-slip” (adesione e scorrimento alternati), ma tali ricerche si erano concentrate su movimenti lenti, che non producono stridii udibili. Il team di Bertoldi ha invece analizzato interazioni a velocità tali da generare rumore. I ricercatori hanno filmato una scarpa da basket mentre colpiva e scivolava su una lastra liscia di vetro. Riprese ad alta velocità hanno catturato deformazioni della suola in gomma che si propagano a impulsi sulla superficie. L’altezza del suono prodotto corrisponde alla frequenza di questi impulsi, determinata dalla rigidità e dallo spessore della suola. In ulteriori esperimenti con altri campioni, gli autori hanno osservato che quando la superficie morbida è liscia, gli impulsi risultano irregolari e non producono suoni acuti ben definiti. Al contrario, superfici con scanalature — come i motivi di grip delle scarpe sportive — generano frequenze di impulso più costanti, producendo uno stridio acuto. In un articolo di approfondimento (“News & Views”), Bart Weber dell’Advanced Research Center for Nanolithography (ARCNL) di Amsterdam osserva che “il lavoro solleva una questione più profonda sulla natura dello scorrimento in interfacce fortemente vincolate”. Weber aggiunge: “Se questi processi potranno essere compresi e controllati, potrebbero offrire modalità per modulare deliberatamente il comportamento dell’attrito”. Secondo gli autori, la possibilità di intervenire su rigidità, spessore e struttura superficiale dei materiali potrebbe aprire la strada a una progettazione più precisa delle proprietà di attrito, con implicazioni che vanno dall’ingegneria dei materiali fino alla comprensione dei fenomeni naturali legati allo scorrimento tra superfici.(30Science.com)
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Studio spiega lo stridio delle scarpe che stridono sul parquet
(25 Febbraio 2026)
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