30Science.com

Prove di una protoscrittura già 40 mila anni fa

(23 Febbraio 2026)

Roma –  I linguaggi precursori della scrittura potrebbero essere considerevolmente più antichi di quanto ipotizzato finora, risalendo a oltre 40 mila anni fa. A suggerirlo uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto dagli scienziati dell’Università del Saarland e del Museo di Preistoria e Protostoria di Berlino. Il team, guidato da Christian Bentz e Ewa Dutkiewicz, ha esaminato oltre 3.000 segni trovati su 260 oggetti risalenti a un periodo compreso tra 34 e 45 mila anni fa. I ricercatori hanno individuato un insieme di simboli, linee, tacche, punti e croci, che vengono ripetuti. Molti di questi utensili sono stati scoperti in grotte e caverne nelle Alpi Sveve, e gli scienziati ritengono che gli uomini dell’età della pietra utilizzassero le incisioni per trasmettere informazioni e raccogliere i propri pensieri.

“Il nostro lavoro – afferma Bentz – ci aiuta a scoprire le proprietà statistiche uniche di questi sistemi di segni, che pensiamo essere un precursore della scrittura”. “Questi reperti – aggiunge – risalgono a decine di migliaia di anni prima dei primi sistemi di scrittura, all’epoca in cui l’Homo sapiens lasciò l’Africa, si stabilì in Europa e incontrò i Neanderthal. Le nostre analisi dimostrano che queste sequenze di segni non hanno nulla a che fare con i sistemi di scrittura odierni, ma sono frequentemente ripetuti, una caratteristica insolita per i linguaggi parlati”. I ricercatori si sono concentrati sulle tendenze di frequenza e sugli aspetti tangibili e misurabili dei segni. Questo permette di comprendere similitudini e differenze tra i sistemi, il che, a sua volta, è utile a ricostruire le origini della codifica delle informazioni. L’analisi rivela che i i cacciatori-raccoglitori paleolitici svilupparono un sistema di simboli con una densità di informazioni statisticamente paragonabile a quella delle prime tavolette protocuneiformi dell’antica Mesopotamia, realizzate 40 mila anni dopo. I ricercatori hanno digitalizzato le sequenze di segni in un database, che è stato poi utilizzato per valutare le proprietà statistiche degli inventari di segni dell’età della pietra. Attraverso metodi computerizzati, il team ha valutato la possibilità di esprimere informazioni utilizzando i segni e l’ha confrontata con quella consentita dalle prime sequenze cuneiformi e dalla scrittura moderna. Gli autori hanno applicato approcci di linguistica quantitativa come la modellazione statistica e gli algoritmi di classificazione basati sull’apprendimento automatico. “Grazie all’elevato tasso di ripetizioni e all’elevata prevedibilità del segno successivo – sottolinea Bentz – siamo stati in grado di dimostrare che la densità di informazione in questa forma di comunicazione è simile a quella della scrittura protocuneiforme, molto più recente”. “La capacità umana di codificare le informazioni in segni e simboli si è sviluppata nel corso di migliaia di anni – concludono gli scienziati – la scrittura è solo una forma specifica di una lunga serie di sistemi di segni. Questo lavoro dimostra che i nostri antenati erano già orientati verso questa capacità molto prima di quanto ipotizzato finora”. (30Science.com)

30Science.com
Agenzia di stampa quotidiana specializzata su temi di scienza, ambiente, natura, salute, società, mobilità e tecnologia. Ogni giorno produciamo una rassegna stampa delle principali riviste scientifiche internazionali e quattro notiziari tematici: Scienza, Clima & Natura, Salute, Nuova Mobilità e Ricerca Italiana contatti: redazione@30science.com + 39 3492419582