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Tumori: biopsia liquida, meno invasiva e più precisa nel monitoraggio dei tumori

(4 Febbraio 2026)

Roma – Una semplice goccia di sangue può offrire informazioni decisive sull’andamento di un tumore, sull’efficacia delle terapie e sulle possibili strategie di cura. È il potenziale della biopsia liquida, una delle innovazioni più rilevanti dell’oncologia contemporanea, al centro delle attività di ricerca e cliniche degli IFO Istituti Regina Elena e San Gallicano. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro 2026, gli IFO richiamano l’attenzione su uno strumento diagnostico che affianca i percorsi di cura con un approccio meno invasivo e sempre più orientato alla persona. La biopsia liquida consente di analizzare fluidi biologici come sangue, urine o saliva per individuare frammenti di DNA tumorale circolante rilasciati dalle cellule neoplastiche. Queste informazioni permettono di monitorare la malattia nel tempo, valutare la risposta alle terapie e intervenire rapidamente quando il quadro clinico cambia. A differenza delle biopsie tradizionali, la procedura è ripetibile, meglio tollerata e riduce l’impatto fisico e psicologico sui pazienti, pur senza sostituire esami come TAC o risonanza magnetica. Secondo Giovanni Blandino, direttore scientifico facente funzione dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, la biopsia liquida rappresenta un cambio di prospettiva: non solo uno strumento di monitoraggio, ma una chiave per individuare segnali molecolari molto precoci e aprire nuove strade nella prevenzione e nella personalizzazione delle cure. Accanto all’uso clinico, la metodica è al centro di un’intensa attività di ricerca volta a identificare biomarcatori sempre più affidabili. Nel melanoma, spiega Maria Concetta Fargnoli, direttrice scientifica dell’Istituto Dermatologico San Gallicano, la biopsia liquida è oggi impiegata soprattutto per il monitoraggio delle terapie e l’identificazione precoce delle recidive, mentre la ricerca punta a superare i limiti metodologici attuali per rendere le analisi sempre più precise. Per Livio De Angelis, direttore generale degli IFO, investire nello sviluppo della biopsia liquida significa coniugare innovazione e attenzione alla persona, con la prospettiva di una futura rivoluzione nei programmi di screening e follow-up oncologico. L’obiettivo è rendere i percorsi di cura sempre più personalizzati, sostenibili e rispettosi della qualità di vita dei pazienti. (30Science.com)

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