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ECDC, boom in UE di casi chikungunya da Seychelles

(27 Febbraio 2026)

Roma – Oltre 70 casi di chikungunya tra viaggiatori rientrati dalle Seychelles sono stati segnalati da dieci Paesi europei da novembre 2025. Lo riferisce il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che evidenzia un aumento marcato rispetto ai mesi precedenti e la presenza di una trasmissione in corso nell’arcipelago. Prima del 2025 non erano stati registrati casi collegati alle Seychelles.

L’aumento si inserisce in un più ampio quadro di diffusione del virus nell’area dell’Oceano Indiano. Attualmente si registra una maggiore attività anche a Mauritius e alle Comore, oltre che nelle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea di Réunion e Mayotte, dove nel 2025 si sono verificati importanti focolai. Secondo le autorità sanitarie locali, alle Seychelles il virus chikungunya è ora più diffuso rispetto ad altri virus trasmessi da zanzare.

Per i viaggiatori diretti nell’arcipelago il rischio di infezione è considerato elevato, soprattutto nel periodo di alta stagione turistica tra febbraio e aprile. L’ECDC raccomanda misure rafforzate di prevenzione contro le punture di zanzara: uso di repellenti, pernottamento sotto zanzariere o in ambienti climatizzati o schermati e abbigliamento che copra la maggior parte del corpo. La vaccinazione può essere presa in considerazione in base alle raccomandazioni del Paese di origine.

Al momento, la probabilità di trasmissione locale nell’Europa continentale dopo il rientro di un viaggiatore infetto è ritenuta bassa, poiché le condizioni ambientali invernali non favoriscono l’attività delle zanzare del genere Aedes, vettori del virus.

I sintomi possono comparire alcuni giorni dopo l’infezione, anche una volta rientrati a casa, e includono febbre, mal di testa, nausea, vomito e dolori muscolari e articolari. I viaggiatori che accusino questi disturbi dovrebbero consultare un medico, evitare ulteriori punture di zanzara, riposare e mantenersi idratati. Dopo il rientro è consigliato monitorare eventuali sintomi per tre settimane e informare il medico del recente viaggio.

Sebbene la chikungunya non sia generalmente considerata una malattia letale, il rischio di forme più gravi aumenta nelle ultime settimane di gravidanza, negli over 65 e nelle persone con patologie preesistenti. L’ECDC continuerà a monitorare la situazione e fornirà aggiornamenti periodici. (30Science.com)

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