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In Emilia Romagna aumentano i casi di lupi uccisi da veleno o da proiettili

(5 Febbraio 2026)

Roma – Aumentano in Emilia-Romagna le segnalazioni di lupi e i casi di uccisione illegale degli animali, spesso legati a fenomeni di bracconaggio e avvelenamento. A confermarlo è il colonnello Aldo Terzi, comandante dei Carabinieri Forestali dell’Emilia-Romagna, intervenuto a margine dell’incontro sulle attività svolte nel 2025.

“Riceviamo moltissime segnalazioni di lupi e abbiamo anche avuto diversi casi di bracconaggio e di avvelenamento”, ha spiegato Terzi, sottolineando come la presenza del grande carnivoro sia sempre più frequente nelle aree rurali, collinari e appenniniche della regione. Secondo i dati raccolti, nel corso del 2025 i casi accertati o presunti di uccisione di lupi sarebbero circa una decina, anche se il numero resta difficile da definire con precisione.

“C’è una forte diffusione di esche avvelenate – ha aggiunto – e spesso troviamo lupi e altri animali selvatici investiti dalle auto che presentano tracce di veleno. In questi casi non è sempre possibile stabilire quanto l’avvelenamento abbia influito sulla morte, rendendo complessa la classificazione degli episodi”. Sono stati inoltre registrati almeno due casi di uccisione con armi da fuoco.

I Carabinieri Forestali, ha spiegato Terzi, stanno lavorando a stretto contatto con la Regione Emilia-Romagna per rafforzare il ruolo delle istituzioni come fonte informativa autorevole sul tema della presenza del lupo, sottraendo spazio a narrazioni distorte che circolano sui social network. “È una materia molto divisiva – ha detto – che suscita forte interesse nelle popolazioni locali, ed è importante garantire informazioni corrette e basate su dati certi”.

Quanto alla recente decisione europea di declassare il lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”, Terzi ha chiarito che, in Italia, l’animale resta al momento tutelato da un regime di protezione stringente. “Fino a quando non ci sarà un adeguamento legislativo nazionale – ha concluso – esistono comunque strumenti per intervenire nei casi di lupi confidenti o feriti, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati alla vicinanza con l’uomo e tutelare sia gli animali sia le comunità che vivono nelle aree rurali”. (30Science.com)

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