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Tumori: un vaccino personalizzato riattiva le difese immunitarie contro i tumori avanzati

(30 Gennaio 2026)

Roma –Un vaccino terapeutico personalizzato, sviluppato a Ginevra, ha mostrato risultati promettenti nel trattamento di tumori solidi avanzati resistenti a tutte le terapie disponibili, offrendo una nuova speranza nel campo dell’immuno-oncologia. La tecnologia, chiamata MVX-ONCO-1, è stata messa a punto da un team degli Hôpitaux universitaires de Genève (HUG) e dell’Università di Ginevra, guidato dal professor Nicolas Mach, responsabile dell’Unità di ricerca clinica del Dipartimento di oncologia e direttore del Cancer Center degli HUG, insieme a Rémi Vernet ed Eugenio Fernandez. Lo studio, premiato con il Pfizer Research Prize, è stato pubblicato su Cancer Research Communications.

A differenza delle terapie convenzionali come chemioterapia e radioterapia, che mostrano limiti significativi nei tumori avanzati, il nuovo approccio sfrutta il sistema immunitario del paziente per colpire selettivamente le cellule tumorali. Il vaccino combina due strategie complementari: da un lato, l’utilizzo dell’intero patrimonio antigenico del tumore del paziente, dall’altro una stimolazione immunitaria mirata e continua. In pratica, un piccolo campione del tumore viene prelevato con una procedura minimamente invasiva, le cellule tumorali vengono inattivate tramite irradiazione ma conservano tutte le loro caratteristiche antigeniche e vengono poi reiniettate come vaccino personalizzato. In parallelo, sotto la pelle vengono impiantate microcapsule biocompatibili contenenti cellule umane geneticamente modificate, capaci di rilasciare in modo stabile un potente adiuvante immunostimolante. Questo fattore stimola e “riaddestra” il sistema immunitario, favorendo l’attivazione delle cellule presentanti l’antigene anche in pazienti il cui sistema di difesa è stato indebolito da precedenti trattamenti oncologici. Nei primi test clinici condotti su 34 pazienti con tumori solidi in stadio avanzato e refrattari alle terapie standard, ciascun partecipante ha ricevuto sei somministrazioni del proprio vaccino MVX-ONCO-1 nell’arco di nove settimane. Tutte le fasi, dalla preparazione del materiale biologico alla gestione clinica, sono state realizzate all’interno delle infrastrutture degli HUG, secondo rigorosi standard regolatori. I risultati indicano che oltre la metà dei pazienti ha ottenuto un beneficio clinico, che va dalla stabilizzazione della malattia a una sopravvivenza prolungata, senza effetti collaterali significativi. Gli autori sottolineano che si tratta di una terapia ben tollerata e poco invasiva, un aspetto cruciale per persone già provate da cure aggressive. Pur non rappresentando ancora una prova definitiva di efficacia su larga scala, lo studio pone basi solide per lo sviluppo di vaccini antitumorali completamente personalizzati, da testare in studi clinici più ampi, in fasi più precoci della malattia e in combinazione con altre immunoterapie. Il riconoscimento internazionale ottenuto con il premio Pfizer rafforza ora le prospettive di finanziamento necessarie per portare questa strategia verso sperimentazioni cliniche avanzate.(30Science.com)

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