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Tumori: c’è un legame tra conservanti alimentari e cancro

(8 Gennaio 2026)

Roma –  Un consumo maggiore di conservanti alimentari, ampiamente utilizzati negli alimenti e nelle bevande ultraprocessati, è associato a un rischio leggermente più elevato di sviluppare neoplasie e cancro. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sul British Medical Journal, condotto dagli scienziati dell’Université Sorbonne Paris Nord e dell’Université Paris Cité. Il team, guidato da Mathilde Touvier, ha utilizzato i dati relativi a 105.260 partecipanti di età pari o superiore a 15 anni. Le informazioni, raccolte dal 2009 al 2023 nell’ambito dell’indagine NutriNet-Santé, riguardavano abitudini alimentari e condizioni di salute. I conservanti, spiegano gli esperti, sono sostanze che vengono aggiunte agli alimenti confezionati per prolungarne la durata di conservazione. Gli scienziati hanno analizzato in totale 17 conservanti, tra cui acido citrico, lecitine, solfiti, acido ascorbico e nitrato di potassio. I ricercatori hanno considerato conservanti non antiossidanti, che inibiscono la crescita microbica o rallentano i cambiamenti chimici che portano al deterioramento, e antiossidanti, che ritardano o prevengono il deterioramento degli alimenti rimuovendo o limitando i livelli di ossigeno nella confezione. Durante il periodo di follow-up, 4.226 partecipanti hanno ricevuto una diagnosi di cancro, di cui 1.208 al seno, 508 alla prostata, 352 al colon-retto e 2.158 altri tumori. Delle 17 sostanze considerate, 11 non sembravano associate all’incidenza del cancro. Tuttavia, un consumo più elevato di alcuni additivi, principalmente non antiossidanti, era correlato a un rischio più elevato di sviluppare neoplasie. Nello specifico, i sorbati totali, in particolare il sorbato di potassio, sono stati associati a un aumento del 14 per cento del rischio di cancro in generale e del 26 per cento della probabilità di sviluppare cancro al seno, mentre i solfiti totali sono stati legati a un aumento del 12 per cento del rischio di cancro in generale. Il nitrito di sodio era associato a un aumento del 32 della probabilità di sviluppare cancro alla prostata, mentre il nitrato di potassio è stato associato a un aumento del rischio di cancro in generale e di cancro al seno rispettivamente del 13 e del 22 per cento. Per gli acetati totali la percentuale era del 15 per cento per il cancro generale e del 25 per cento per tumore al seno. Tra i conservanti antiossidanti, solo gli eritorbati totali e l’eritorbato di sodio specifico sono risultati associati a una maggiore incidenza di cancro. Gli esperti precisano che saranno necessari ulteriori approfondimenti per comprendere meglio il collegamento tra conservanti alimentari e rischio di cancro, ma questi dati preliminari evidenziano l’importanza di rivalutare le normative che regolano l’uso degli additivi da parte dell’industria alimentare, per migliorare la tutela dei consumatori. “Questo lavoro – affermano gli scienziati – fornisce nuove informazioni per la futura rivalutazione della sicurezza di additivi, considerando il rapporto tra rischi e benefici per la conservazione degli alimenti e il cancro”. “I nostri risultati – concludono gli autori – potrebbero spingere le agenzie di regolamentazione a rivedere le politiche esistenti, ad esempio stabilendo limiti più severi sull’uso e richiedendo un’etichettatura più chiara. A livello individuale, le linee guida per la salute pubblica sono già più definitive sulla riduzione del consumo di carne lavorata e alcol, e propongono misure concrete, anche se le prove sugli effetti cancerogeni dei conservanti sono in continua evoluzione”.(30Science.com)

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