Valentina Arcovio

Nel Reno scorrono 4.700 tonnellate di rifiuti ogni anno

(8 Gennaio 2026)

Roma – Il fiume Reno trasporta ogni anno tra le 3.000 e le 4.700 tonnellate di macrolitter, pezzi di rifiuti di dimensioni superiori a 25 millimetri, verso il Mare del Nord. Questo inquietante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Sustainability, condotto dagli scienziati dell’Università di Bonn. Il team, guidato da Leandra Hamann, ha utilizzato i dati raccolti in 12 mesi di monitoraggio continuo. La stima ottenuta, riportano gli esperti, è oltre 250 volte più elevata rispetto alle ipotesi precedenti e suggerisce che la raccolta fisica dei rifiuti a lungo termine rappresenta un metodo di monitoraggio cruciale per calcolare la quantità di rifiuti trasportati dai fiumi. Le scorie di origine antropica, spiegano gli scienziati, hanno un impatto negativo sull’ambiente, sulla salute umana e su infrastrutture cruciali come i sistemi di drenaggio. I fiumi svolgono un ruolo chiave nel traporto dei rifiuti in altri ambienti acquatici e marini, ma finora sono state condotte poche osservazioni sulla quantità di detriti trasportati dai corsi d’acqua. Per rispondere a questo interrogativo, i ricercatori hanno utilizzato una atrappola galleggiante ancorata a Colonia per monitorare i rifiuti trasportati dal Reno tra il 19 novembre 2022 e il 18 novembre 2023. La boa ha catturato le scorie galleggianti e fino a 80 centimetri di profondità, filtrando ogni giorno circa lo 0,08 per cento della portata media del fiume. Gli scienziati hanno raccolto, pesato e classificato tutti i rifiuti di dimensioni superiori a un centimetro. Nel corso dell’anno di riferimento, riportano gli studiosi, sono stati pescati 17.523 oggetti, per una massa totale di circa 1.955 chilogrammi. Circa il 70 per cento di queste scorie era costituito da plastica. Gli autori hanno scoperto che il 56 per cento dei rifiuti proveniva da consumatori privati, il 28 per cento dei quali era associato a cibo o bevande. Il 10,7 per cento dei resti era associato a fuochi d’artificio, e il 6,5 per cento era correlato alle sigarette. I dati sono stati poi utilizzati per stimare che ogni anno il Reno trasporta nel Mare del Nord tra 3.010 e 4.707 tonnellate di rifiuti, una quantità tra 22 e 286 volte superiore rispetto alle ipotesi precedenti basate su osservazioni giornaliere dei rifiuti. In un paper separato, pubblicato sulla stessa rivista, un gruppo di ricerca dell’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (IIASA), guidato da Dilek Fraisl, evidenzia l’importanza di progetti di citizen science. Tali iniziative, sostengono gli esperti, contribuiscono a raccogliere enormi quantità di dati. Le statistiche ufficiali, sottolineano gli autori, dovrebbero basarsi sulla citizen science, così come su indagini e monitoraggi gestiti dal governo, e investire in questi progetti potrebbe portare a una conoscenza più capillare degli impatti ambientali associati alle attività umane. (30Science.com)

Valentina Arcovio