30Science.com

Scoperti in Marocco nuova specie di ominide. Potrebbe essere antenato comune di Sapiens, Neanderthale e Denisova

(7 Gennaio 2026)

Roma – Fossili di ominidi rinvenuti nel sito di Thomas Quarry I, nei pressi di Casablanca, in Marocco, e datati con estrema precisione a circa 773 mila anni fa indicano l’esistenza in Africa nord-occidentale di una popolazione vicina alla radice comune di Homo sapiens, Neandertal e Denisoviani. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature, basato su una datazione magnetostratigrafica ad alta risoluzione che ha permesso di collocare i resti nel momento esatto dell’inversione geomagnetica Matuyama–Brunhes.

I ricercatori hanno identificato mandibole e resti scheletrici con una combinazione di tratti arcaici e derivati, compatibili con una popolazione africana “sorella” di Homo antecessor, ma distinta dalle linee eurasiatiche successive. “Vedere la transizione Matuyama–Brunhes registrata con una risoluzione così elevata – spiega Serena Perini, ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano e coautrice dello studio – ci consente di collocare questi ominidi in un quadro cronologico eccezionalmente preciso per il Pleistocene africano”.

Il lavoro è il risultato di oltre trent’anni di ricerche del programma marocchino-francese Préhistoire de Casablanca, che ha messo in luce l’eccezionale conservazione delle sequenze costiere del Marocco atlantico. “Queste formazioni – spiega Abderrahim Mohib, dell’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine del Marocco – offrono un contesto stratigrafico sicuro e incontestabile per i fossili umani”. Analisi micro-CT dei denti rafforzano l’interpretazione evolutiva. “Lo studio dell’interfaccia smalto-dentina – spiega Matthew Skinner, paleoantropologo del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e coautore – mostra che questi ominidi sono distinti sia da Homo erectus sia da Homo antecessor e compatibili con popolazioni basali rispetto a Homo sapiens e alle linee eurasiatiche arcaiche”. Secondo i ricercatori, i dati indicano che il Nord-Ovest africano ebbe un ruolo chiave nell’evoluzione del genere Homo, in un periodo in cui il Sahara non costituiva una barriera permanente. “Le evidenze paleontologiche – spiega Denis Geraads, paleontologo del Muséum national d’Histoire naturelle di Parigi – mostrano connessioni ripetute tra il Nord Africa e le savane dell’Est e del Sud del continente”. “I fossili di Thomas Quarry I – conclude Jean-Jacques Hublin, professore al Collège de France e direttore emerito al Max Planck Institute – sono oggi i migliori candidati per rappresentare popolazioni africane vicine alla radice dell’ancestria condivisa di Homo sapiens, Neandertal e Denisoviani”. (30Science.com)

 

30Science.com
Agenzia di stampa quotidiana specializzata su temi di scienza, ambiente, natura, salute, società, mobilità e tecnologia. Ogni giorno produciamo una rassegna stampa delle principali riviste scientifiche internazionali e quattro notiziari tematici: Scienza, Clima & Natura, Salute, Nuova Mobilità e Ricerca Italiana contatti: redazione@30science.com + 39 3492419582