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IA scandaglia l’archivio Hubble e scopre oltre 800 oggetti cosmici mai documentati

(28 Gennaio 2026)

Roma –Un team dell’Agenzia Spaziale Europea guidato da David O’Ryan e Pablo Gómez ha utilizzato un nuovo metodo basato sull’intelligenza artificiale per analizzare l’Hubble Legacy Archive, scoprendo quasi 1.400 oggetti astronomici rari, oltre 800 dei quali mai documentati prima, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, dopo aver esaminato circa 100 milioni di immagini in due giorni e mezzo, con l’obiettivo di individuare anomalie astrofisiche difficili da riconoscere con i metodi tradizionali.
Oggetti rari come galassie in collisione, lenti gravitazionali e galassie ad anello sono di grande interesse scientifico, ma risultano difficili da individuare all’interno dei vasti archivi prodotti dai telescopi spaziali. Il telescopio Hubble, operativo da oltre 35 anni, ha generato una quantità di dati tale da rendere impraticabile un’analisi manuale sistematica. Per superare questo limite, i ricercatori hanno sviluppato una rete neurale chiamata AnomalyMatch, addestrata a riconoscere automaticamente oggetti fuori dalla norma, come galassie-medusa e archi gravitazionali, imparando a individuare schemi complessi nelle immagini astronomiche.
Applicata per la prima volta all’intero Hubble Legacy Archive, l’intelligenza artificiale ha analizzato quasi 100 milioni di ritagli di immagini, segnando la prima ricerca sistematica di anomalie astrofisiche nell’archivio. Al termine del processo, l’algoritmo ha restituito un elenco di candidati che sono stati verificati direttamente dagli autori dello studio. L’ispezione umana ha confermato oltre 1.300 anomalie reali. La maggior parte consiste in galassie in fase di fusione o interazione, con forme irregolari e lunghe code di stelle e gas. Numerosi sono anche i casi di lenti gravitazionali, in cui la massa di una galassia in primo piano deforma la luce di oggetti lontani in archi o anelli. Tra le scoperte figurano inoltre galassie con ammassi stellari insolitamente grandi, galassie-medusa con estesi “tentacoli” di gas e dischi di formazione planetaria osservati di taglio. In diversi casi sono emersi oggetti che non rientrano in alcuna classificazione nota.
“Le osservazioni d’archivio di Hubble rappresentano una miniera di dati in cui possono celarsi anomalie astrofisiche”, ha spiegato O’Ryan. “L’intelligenza artificiale ci permette di esplorarle in modo sistematico e rapido”. Secondo Pablo Gómez, il risultato dimostra come strumenti di IA possano massimizzare il ritorno scientifico degli archivi astronomici esistenti e diventare fondamentali per le future missioni spaziali. (30Science.com))

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